HSBC shock, maxi licenziamento di 50.000 dipendenti. Addio alla City?

9 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il colosso bancario HSBC licenzierà fino a 50.000 dipendenti entro il 2017, nell’ambito di un piano volto a ridurre i costi di $5 miliardi. E’ quanto ha reso noto la stessa banca agli investitori, nel corso di un’anticipazione, precisando che 8.000 tagli avverranno nel Regno Unito.

Inizialmente si è parlato di 25.000 posti a lavoro, ma successivamente la strategia della banca numero uno in Europa per asset ha messo in evidenza che a rischio ci sono il doppio del personale, ovvero 50.000 dipendenti. Precisamente, HSBC ha intenzione di licenziare tra 22.000 e 25.000 dipendenti, o il 10% della forza lavoro, come riportato sul suo sito in mattinata. Ma ulteriori 25.000 dipendenti saranno licenziati per effetto della vendita delle sue operazioni in Turchia e Brasile.

HSBC ha dato il via a quella che negli ambienti bancari viene definita una “purga” del personale, dal momento che, dal 2011, ha annunciato più di 87.000 tagli alla forza lavoro, oltre alla riduzione di paesi in cui la banca opera di 15 unità, a 73.

I licenziamenti fanno parte della strategia dell’amministratore delegato Stuart Gulliver, volta a tagliare i costi e ad aumentare i ritorni agli azionisti.

Gulliver, diventato CEO nel 2011, ha intenzione di focalizzarsi soprattutto sui mercati asiatici. Diversi sportelli saranno chiusi nei sette principali mercati dove opera la banca, incluso il Regno Unito, dove i dipendenti di HSBC sono in tutto 48.000. In UK, 8.000 dipendenti perderanno il loro posto di lavoro.

Sindacati britannici sul piede di guerra. “Dopo tutti gli scandali degli ultimi anni, lo staff continua a soffrire ancora ed è costretto a pagare tutti gli errori degli altri”, ha denunciato Dominic Hook, del sindacato Unite per i dipendenti del mondo della finanza”.

Obiettivo del CEO è quello di garantire un ritorno sull’azionario superiore al 10% entro il 2017. La banca, lo scorso febbraio, aveva ridotto le attese sul ROE al 10% dal 15% circa, e rispetto al 7,3% riportato nel 2014.

Il piano prevede anche il taglio delle attività ponderate per il rischio di circa $290 miliardi.

“Ci rendiamo conto che il mondo è cambiato e abbiamo bisogno di cambiare anche noi – ha detto Gulliver, in un comunicato – Sono sicuro che le nostre decisioni ci permetteranno di catturare le future opportunità di crescita e di garantire ulteriore valore agli azionisti”.

Ma sarà difficile per Gulliver motivare i tagli, dopo gli scandali che l’hanno segnata negli ultimi anni, sia per manipolazione dei mercati dei cambi che per il coinvolgimento in ripetuti casi di evasione fiscale in Svizzera. Proprio la scorsa settimana la banca ha raggiunto un accordo per pagare 40 milioni di franchi svizzeri per chiudere un’indagine aperta da Ginevra sulla scia di accuse di riciclaggio di denaro sporco presso la sua sede svizzera.

HSBC si prepara inoltre a dire addio alla City di Londra, causa i costi imposti dalle attività di regolamentazione e per l’aumento, in generale, delle tasse. La decisione, stando al comunicato, sarà presa entro la fine del 2015. (Lna)