Hegde fund: da tenere in portafoglio per almeno 3 anni

10 Agosto 2020, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Nicolas Faller Co-CEO Asset Management di Union Bancaire Privée (UBP)

Se da una parte alcune strategie hedge hanno tenuto meglio di altre, nel complesso il settore degli hedge fund è rimasto al di sotto delle aspettative. Nel settore azionario, i gestori di questi fondi hanno trovato difficile, se non impossibile, competere con uno dei mercati rialzisti più spettacolari della storia. Con una bassa crescita globale e un’inflazione piatta, questo rally senza fine ha visto investitori alla ricerca di qualsiasi opportunità di crescita e indici, dominati dai cosiddetti GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) che collezionavano record su record.
Nel fixed income, l’afflusso di liquidità rilasciato dalle banche centrali ha permesso a qualsiasi azienda di accedere al credito, anche a quelle con profili di debito più incerti, rendendo difficile separare il grano dalla pula.

Per ora sembra che sia acqua passata. Nella battaglia per attutire il colpo inferto all’economia dalla pandemia, un ampio arsenale fiscale è stato dispiegato per prendere il posto di una politica monetaria ultra- accomodante. Questa manovra di stimolo su più fronti potrebbe innescare un aumento dell’inflazione, che a sua volta dovrebbe riportare i rendimenti dei bond, seppur debolmente, in territorio positivo.

Sui mercati azionari, questo cambiamento di regime provocherà un ritorno delle disparità, e i movimenti di prezzo daranno una più chiara indicazione delle previsioni sui ricavi, come già attestato dalla sovraperformance dei cosiddetti titoli quality growth. Il trend si è già concretizzato anche sui mercati obbligazionari, dove il crollo sta colpendo più duramente le aziende e i settori meno resistenti.

Se a ciò si aggiunge l’incertezza sulla durata e la portata di questa crisi, si hanno tutti gli ingredienti per creare opportunità di strategie attive. Per generare rendimenti in questo ambiente, i manager dovranno fare affidamento su qualcosa di più di un semplice beta – la sensibilità di un portafoglio ai rischi di mercato – che ha perso il suo potere. Dovranno attingere a nuove fonti di opportunità per estrarre l’alfa, l’essenza stessa dell’investimento alternativo.

Mentre i professionisti non hanno mai perso di vista le alternative, i singoli investitori sono stati prudenti a riguardo, date le prestazioni poco brillanti degli ultimi tempi. Eppure, bisognerebbe superare questa insicurezza: non solo gli hedge fund sono estremamente promettenti, ma si sono sviluppati e diventati più stabili.
All’ombra delle due dozzine di pesi massimi globali da oltre 20 miliardi di dollari, ci sono centinaia di fondi di medie dimensioni che hanno continuato a prosperare.

I loro track record sono abbastanza lunghi da permettere decisioni di investimento informate, e hanno le risorse per sostenere operazioni efficienti, con patrimoni non così grandi da limitare le loro strategie.
Nel frattempo, la proliferazione di strategie più instabili lanciate con meno di 100 milioni di dollari, è diminuito con l’aumento dei costi normativi e di compliance. Inoltre, le leggi sugli UCITS hanno reso le cose più facili per gli investitori, consentendo loro di esporre i loro portafogli agli hedge fund in una forma più liquida rispetto al passato.

Detto questo, affinché diano un contributo di valore a un portafoglio, le soluzioni alternative devono essere trattate come investimenti a medio termine. Finché le banche centrali rimarranno la fonte della maggior parte dei flussi di liquidità, è probabile che si verifichino periodi in cui i mercati e l’economia reale saranno scollegati e renderanno irregolari i rendimenti.

Per proteggersi da tali fluttuazioni e consentire agli strumenti alternativi di svolgere appieno il loro ruolo di outperformers, diversificatori e riduttori di rischio, gli investitori devono approcciarli con un orizzonte temporale di almeno tre anni, a meno che, naturalmente, la struttura o la strategia dell’hedge fund non giustifichi un riesame anticipato della posizione.
È qui che entra in gioco il ruolo di monitoraggio dei creatori e degli allocator di soluzioni alternative.