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Hedge fund, novembre da equilibristi: rendimenti in crescita nonostante la tempesta tech

Novembre si è rivelato un banco di prova decisivo per gli hedge fund. In un contesto dominato dal selloff dei titoli tecnologici – alimentato dai timori di una bolla sull’intelligenza artificiale – i fondi hedge globali hanno messo a segno performance sorprendenti. Secondo un recente report di Goldman Sachs, i fondi long/short equity hanno guadagnato l’1,1% nel mese, portando il progresso da inizio anno a quasi +15%. Una corsa che permette alla categoria di superare anche alcuni dei principali fondi multi-strategy, solitamente considerati più stabili.
Il confronto con gli indici è eloquente: a novembre l’S&P 500 è rimasto quasi invariato, il Nasdaq Composite ha ceduto oltre l’1,5%, mentre il Dow Jones ha messo a segno un timido +0,3%. In questo scenario, la capacità dei gestori alternativi di selezionare singoli titoli o sfruttare movimenti settoriali si è dimostrata decisiva.

Stock picking e scommesse mirate: il ruolo dell’healthcare

La nota di Goldman Sachs sottolinea come a trainare le performance siano state soprattutto le scommesse su asset specifici, l’esposizione agli Stati Uniti e, soprattutto, il settore healthcare, ormai protagonista indiscusso del 2025. Il comparto ha messo a segno il sesto mese consecutivo di rialzi, con un balzo del 7% solo a novembre e un progresso complessivo di quasi il 30% da inizio anno.
Per gli hedge fund, il settore si conferma un porto sicuro in un contesto di forte rotazione: la capacità di selezionare titoli capaci di beneficiare del momentum del comparto ha contribuito ai risultati positivi dell’industria, soprattutto nei momenti in cui il sentiment su tecnologia e TMT (Technology, Media and Telecommunications) si è incrinato.

TMT sotto pressione, ma i gestori continuano a comprare

Il rovescio della medaglia è rappresentato dai fondi specializzati in tecnologia, media e telecomunicazioni, i cosiddetti TMT. La grande correzione del settore ha pesato sul comparto, che a novembre ha segnato un calo dello 0,8%.

Curiosamente, però, nonostante i timori per una potenziale bolla AI e la debolezza del tech americano, molti stock picker hanno continuato ad aumentare la propria esposizione nel TMT USA per il quarto mese consecutivo, segnale che il rallentamento è visto più come un’opportunità tattica che come un cambio strutturale di scenario.

Usa in rafforzamento, Europa in ritirata

Sul fronte geografico, gli hedge fund restano bullish sulle azioni nordamericane per il terzo mese consecutivo. L’Europa, invece, ha vissuto un’ondata di vendite ai ritmi più rapidi degli ultimi sette mesi.

In Asia, i fondi hanno continuato a puntare sui mercati sviluppati, con acquisti sul Giappone e chiusura di posizioni corte su Hong Kong. Un comportamento coerente con una ricerca di stabilità in un’area che presenta divergenze marcate tra economie e listini.

I big del settore chiudono col segno più

I principali fondi multi-strategy hanno confermato la resilienza del modello. Citadel, Balyasny, Millennium, Point72 ed ExodusPoint hanno chiuso novembre con performance positive, spesso superiori a quelle dell’S&P 500.

Tra i risultati più significativi:

  • Balyasny +2,5% nel mese, +15,3% da inizio anno.

  • ExodusPoint +1,2% a novembre e +15,6% YTD.

  • Point72 +1,4% nel mese, +15% da inizio anno.

  • Citadel Wellington +1,4% a novembre, +8,3% YTD.

  • Millennium +0,5% nel mese, +8,3% YTD.

Pur con un anno ancora positivo per l’indice S&P 500 (+16% da gennaio), i fondi multi-strategy hanno dimostrato la capacità di navigare la volatilità meglio di molte strategie passive, soprattutto nel mese più difficile per il comparto tecnologico dall’inizio dell’anno.