Mercati

Hedge fund e investitori tradizionali prudenti sulle azioni Usa a settembre

Gli hedge fund mantengono una posizione prudente riguardo all’acquisto di azioni statunitensi, nonostante l’attesa di un possibile taglio dei tassi Usa  nel corso della prossima riunione della Fed in agenda il 17 settembre. Dopo essere diventati venditori netti ad agosto, la cautela persiste anche a settembre. Un mese storicamente difficile per i mercati azionari.
I dati di Lipper evidenziano che anche gli investitori tradizionali hanno venduto più azioni di quante ne abbiano acquistate.

Le vulnerabilità del mercato
Nonostante gli indici azionari mondiali siano vicini ai massimi storici rimane il timore di vendite improvvise. La cautela degli hedge fund è supportata da ricerche che evidenziano la loro assenza dal recente rally azionario. Secondo una nota di Goldman Sachs la leva finanziaria degli hedge fund ha subito un’ulteriore riduzione verso la fine di agosto.

Settembre: un mese critico
In circa metà degli ultimi vent’anni i listini Usa hanno registrato un rendimento negativo a settembre. Tra i vari motivi c’è anche il fatto che le aziende, per motivi regolamentari, non possono riacquistare le proprie azioni in questo mese.
Bruno Schneller di Erlen Capital Management ha spiegato poi che i limiti di rischio sistematico degli hedge fund potrebbero impedire acquisti futuri.

Le previsioni della Fed
Omar Sayed di Porchester Capital prevede che un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve potrebbe ridurre il rischio di un brusco calo delle azioni, ma avverte di potenziali pericoli: l’aumento dei rendimenti obbligazionari in Giappone e Gran Bretagna indica una fragilità nel mercato.

Il precedente del 2024
Nell’agosto 2024, un’improvvisa decisione della Banca del Giappone di aumentare i tassi ha scatenato una vendita globale di azioni. I rendimenti dei titoli di stato giapponesi a 30 anni sono andati in quella occasione vicini ai massimi storici, superando il 3%.

Il rischio degli investitori retail
Secondo UBS, i detentori diretti di azioni statunitensi possiedono la quantità più alta mai registrata rispetto al loro patrimonio. Si prevede che nel 2025, le partecipazioni dirette raggiungeranno il 265% del reddito disponibile. Un’ammontare del genere si ritrova generalmente in un picco dei listini.

L’influenza degli investitori cinesi

A raccomandare prudenza c’è anche il fatto che ad agosto gli investitori cinesi hanno registrato afflussi netti record in azioni. Una nota di Morgan Stanley evidenzia che nel mese scorso si è toccato il maggiore acquisto mensile di azioni cinesi da parte degli hedge fund da inizio anno.