Guerra Ucraina: Usa valutano embargo petrolio russo

7 Marzo 2022, di Alessandra Caparello

Nuovo record per il greggio con i prezzi del petrolio che toccano oltre i 139 dollari al barile. A portare all’insù i prezzi, registrando il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008, la notizia di un possibile embargo del petrolio russo da parte di Stati Uniti e dei principali paesi europei.

Embargo petrolio russo: cosa ha detto la Casa Bianca

Il segretario di stato americano Antony Blinken ha annunciato di star esplorando la messa al bando delle importazioni di petrolio russo, con gli alleati e il presidente americano Joe Biden. La Casa Bianca era stata precedentemente riluttante a considerare la mossa, avvertendo che avrebbe fatto salire i prezzi per i consumatori.

Come ricorda Reuters, l’Europa si affida alla Russia per il greggio e il gas naturale, ma è diventata più aperta all’idea di vietare i prodotti russi nelle ultime 24 ore come dice una fonte vicina. Tuttavia, Blinken ha anche sottolineato l’importanza di mantenere costanti le forniture di petrolio a livello globale.

“Siamo in discussioni molto attive con i nostri partner europei sul divieto di importazione di petrolio russo nei nostri paesi, ma allo stesso tempo, manteniamo una fornitura globale costante di petrolio”.

Così Blinken in un’intervista al programma “Meet the Press” della NBC. Anche il Giappone, che conta la Russia come suo quinto più grande fornitore di petrolio greggio, sta discutendo con gli Stati Uniti e i paesi europei sulla possibilità di vietare le importazioni di petrolio russo, ha riferito Kyodo News. Interrogato su un potenziale embargo sulle importazioni di petrolio russo, il portavoce del governo giapponese Hirokazu Matsuno ha rifiutato di commentare.

Dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina, la Casa Bianca ha imposto sanzioni sulle esportazioni di tecnologie per le raffinerie russe e il gasdotto Nord Stream 2, che non è mai stato lanciato. Finora, gli Usa si sono fermati senza prendere di mira le esportazioni di petrolio e gas della Russia, mentre l’amministrazione Biden pesa gli impatti sui mercati globali del petrolio e sui prezzi dell’energia degli Stati Uniti.

Blinken lancia l’idea di un embargo ma ha comunque precisato che allo studio vi sono anche una serie di misure aggiuntive che gli Stati Uniti stavano esaminando per aumentare la pressione sulla Russia, ma non ha fornito alcun dettaglio su quali sarebbero state le nuove misure.

Esportazioni petrolio russo: la situazione nel mondo

Come ha precisato l’Agenzia internazionale dell’energia, alta è la percentuale di importazioni di petrolio russo sul totale delle importazioni nei Paesi europei Ocse, pari al 34% del fabbisogno continentale. Tra questi ci sono alcune nazioni che dipendono in maniera preponderante dal greggio russo, in particolare Lituania (83%), Finlandia (80%) e Slovacchia (74%), mentre tra i mercati principali spicca il 30% della Germania e il 23% dei Paesi Bassi. L’Italia si pone verso la metà della classifica europea con il 13% di importazioni di petrolio dalla Russia, esattamente come la Francia e poco oltre la Spagna e il Regno Unito che stanno all’11%.

Gli americani sono di gran lunga i più grandi consumatori di petrolio al mondo, grazie alle grandi automobili, alle lunghe distanze di guida e al poco trasporto pubblico in molte aree. L’aumento dei prezzi della benzina è tradizionalmente una bella gatta da pelare per i leader statunitensi.

Ma anche per l’Italia. Come ha denunciato Assoutenti, la benzina in modalità self ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro e viene venduta oggi in Italia ad un prezzo medio di 2,004 euro al litro (1,901 euro il gasolio) determinando una stangata solo sui rifornimenti pari a +525 euro annui a famiglia in caso di auto a benzina, +558 euro in caso di auto diesel.

Le reazioni

I mercati hanno reagito bruscamente alla notizia di un possibile embargo del petrolio russo, con le azioni che crollano e l’euro che scende nelle prime contrattazioni. Come scrive il Financial Times, qualsiasi restrizione sul commercio del petrolio aumenterebbe la pressione sull’economia sempre più isolata della Russia, che è stata colpita duramente dalle sanzioni e da un crescente boicottaggio aziendale che questo fine settimana è stato perpetrato anche dai giganti dei pagamenti Mastercard, Visa e American Express.

Interrogato sui commenti di Blinken, un alto funzionario francese ha detto che ulteriori sanzioni sono state esaminate dai partner europei e “altri”, senza specificare quanto fossero avanzate le discussioni.

“La questione oggi è di vedere come possiamo ricorrere alle riserve strategiche per impedire che i prezzi salgano ulteriormente sui mercati del petrolio e del gas, e anche, a più lungo termine, come gestire le nostre scorte e le nostre forniture”, ha detto il funzionario.

I funzionari britannici non escludono un divieto totale delle importazioni di petrolio russo, ma uno ha descritto l’idea come “una mossa drastica”. Liz Truss, ministro degli esteri britannico, ha chiesto ai funzionari di esplorare un “tetto” sulle importazioni di energia russa che cadrebbe nel tempo, mitigando il probabile shock economico. La questione è tuttora aperta.