Guerra dazi Usa-Cina, pace in arrivo? Gli analisti ci credono poco

14 Ottobre 2019, di Mariangela Tessa

Il mini accordo Usa-Cina raggiunto la scorsa settimana, dopo due giorni di negoziati, ha riportato ottimismo sui mercati finanziari. Ma non è tuttavia visto come risolutivo dagli analisti. Gli esperti di Morgan Stanley lo definiscono un accordo “incerto” e, nel frattempo, non escludono una nuova raffica di aumenti tariffari.

Gli Stati Uniti hanno concordato di sospendere un aumento tariffario di almeno $ 250 miliardi di merci cinesi al 30% dal 25% fissato per martedì, ma gli aumenti dei dazi attuati a settembre restano in piedi, così come nulla si è detto sull’altra raffica di rialzi, fissata poco prima delle vacanze di Natale, ovvero il prossimo 15 dicembre, su importazioni cinesi per 300 miliardi di dollari.

Da qui l’allarme di Morgan Stanley, secondo cui senza un meccanismo duraturo di risoluzione delle controversie, non è possibile escludere un’altra serie di aumenti tariffari.

“Non esiste ancora un percorso per il calo delle tariffe esistenti e l’escalation delle tariffe rimane un rischio significativo”, ha dichiarato la banca in una nota. “Pertanto, non ci aspettiamo ancora un rimbalzo significativo nel comportamento aziendale che aumenti le aspettative di crescita globale”.

Dello stesso avviso, Evercore, società globale di consulenza bancaria d indipendente, secondo cui la prima fase dell’accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina non sgombra le nubi che si addensano sulle decisioni di investimento delle società globali.

“L’affermazione di Trump secondo cui Siamo vicini alla fine della guerra commerciale non è plausibile per noi”, si legge in una nota Evercore. “Non prevediamo tagli tariffari nel 2020, ma siamo pronti a essere favorevolmente sorpresi.

Goldman Sachs vede una probabilità del 60% che l’aumento delle tariffe  15 dicembre entreranno in vigore, ma si aspetta un ritardo fino all’inizio del 2020.

Infine Jp Morgan. Per gli analisti della banca Usa l’impatto macro del mini accordo elimina alcuni rischi al ribasso nei prossimi trimestri, ma non influisce sulla tendenza al rallentamento economico. Le previsioni di crescita mondale della banca sono del 6,2% nel 2019 e del 5,9% nel 2020.