Guerra dazi: Trump più morbido verso Pechino, mentre nei sondaggi perde colpi

13 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Si moltiplicano i segnali di distensione tra gli Stati Uniti e Cina in vista del bilaterale di ottobre. Dopo aver annunciato la decisione di far slittare di due settimane l’aumento di dazi su $250 miliardi di prodotti cinesi, il presidente americano Donald Trump apre alla possibilità di un accordo ad interim con Pechino. Anche se, a suo avviso, preferirebbe un’unica intesa per porre fine alla guerra commerciale che va avanti da oltre un anno.

“Se l’intenzione è quella di raggiungere un’intesa, facciamola. Molti stanno parlando di questo, vedo tanti analisti parlare di un accordo a interim, nel senso che faremo piccoli accordi, dando la priorità a quelli più facili. Ma non esistono accordi facili o difficili. L’accordo o c’è o non c’è. In ogni caso è qualcosa (accordo ad interim) che considereremmo, suppongo”.

Proprio sui contenuti dei prossimi colloqui, ieri il Wall Street Journal ha riportato che la Cina vorrebbe discutere solo di questioni commerciali durante i prossimi colloqui con gli Stati Uniti, mettendo da parte le questioni legate alla sicurezza nazionale, nel tentativo di rompere lo stallo nei negoziati.

Lo stallo dura da maggio e i rapporti, da allora, sono stati complicati da questioni non commerciali, come la vendita di armi statunitensi a Taiwan e e le accuse di Pechino su un coinvolgimento statunitense nelle proteste a Hong Kong.

In vista della prossima sessione di negoziati a Washington, all’inizio di ottobre, i negoziatori cinesi hanno intenzione di offrire un piano di acquisti di prodotti agricoli statunitensi, un maggiore accesso al mercato cinese per le aziende statunitensi e una maggiore protezione della proprietà intellettuale, secondo le informazioni in mano alle fonti del quotidiano.

Pechino tuttavia non otterrà facilmente la separazione delle questioni commerciali da quelle geopolitiche, usate come leva dal presidente Donald Trump; basti pensare alla questione Huawei, il colosso cinese che è stato inserito nella ‘lista nera’ di società con cui è proibito fare affari.

Trump deve spingere la macchina della diplomazia per raggiungere l’intesa. Le ripercussioni negative sull’economia americana causate dalla guerra commerciale sono sempre più evidenti. Senza considerare che, i vista delle elezioni del prossimo anno, i sondaggi di gradimento dell’inquilino della Casa Bianca registrano tutti un calo di consensi. Secondo l‘ultimo sondaggio Cnn/Ssrs pubblicato martedì, solo il 48% degli americani approva l’operato del presidente nella gestione dell’economia del Paese. Un dato in deciso calo rispetto al picco del 56% registrato dallo stesso sondaggio in aprile.