Guerra dazi: Trump non demorde con la Cina, apre al TPP

13 Aprile 2018, di Mariangela Tessa

Nessun passo indietro. Anzi. L’amministrazione Trump è sempre più convinta che la sua strategia a colpi di minacce di dazi stia funzionando. E per questa ragione sta pensando di aumentare la pressione sulla Cina in ambito commerciale. Lo scrive il Wall Street Journal che, riportando funzionari americani, spiega che la strada che Washington intende perseguire si concentrerà sulle nuove tariffe doganali ventilate la settimana scorsa per 100 miliardi di dollari e minacciando di bloccare investimenti tecnologici cinesi negli Stati Uniti attraverso acquisizioni, joint venture, licenze o altre tipologie di accordo.

Il tutto succede mentre il presidente americano Donald Trump ha chiesto al suo consigliere economico e al rappresentante americano per il commercio di valutare se e come rientrare nella Trans-Pacific Partnership (TPP), cosa che non solo farebbe venire meno una sua promessa elettorale ma metterebbe ulteriore pressione sulla Cina. Si tratta di una svolta importante nella politica protezionista dell’America First del presidente americano. Un mossa con cui punta a tutelare gli agricoltori americani, che rischiano di cadere vittime e di pagare il prezzo più pesante di una possibile guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina.

Tornando alla Cina, secondo il quotidiano americano, Pechino punta a fare leva su altre nazioni contro le mosse Usa: nel mirino c’è l’Europa, le cui aziende potrebbero beneficiare se la seconda economia al mondo rispondesse con ritorsioni ai dazi di Trump. Robert Lighthizer, titolare dell’Office of the United States Trade Representative, già la settimana prossima potrebbe fornire i dettagli di quali prodotti verrebbero puniti dai dazi del 25% ventilati il 5 aprile scorso su importazioni cinesi per un valore annuo di 100 miliardi di dollari.

L’elenco seguirebbe quello diffuso il 3 aprile composto da 1.300 prodotti Made in China su cui sono stati ipotizzati altri dazi per 50 miliardi; Pechino aveva reagito minacciando a sua volta tariffe doganali del 25% su 106 tipologie di articoli Usa aventi lo stesso valore tra cui i semi di soia. Per il momento Washington ha fatto scattare il 23 marzo solo i dazi su acciaio e alluminio cinesi per 3 miliardi di dollari annui, a cui la Cina ha reagito con dazi su carne Usa e altri prodotti.