Escalation guerra dazi: Trump, nuove minacce alla Cina

19 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

Non accenna ad arrestarsi la guerra a colpi di dazi tra Stati Uniti e Cina. Dopo le rappresaglie cinesi, il presidente Usa, Donald Trump, va nuovamente all’attacco minacciando ulteriori 200 miliardi di dollari di dazi doganali sulle merci cinesi.

Non solo. Trump ha già aggiunto che, qualora il governo di Xi Jinping decidesse di rispondere anche a un’eventuale seconda ondata di dazi, lui sarà pronto a raddoppiare ancora i colpi, a mettere cioè nel mirino ulteriori 200 miliardi di beni.

Il presidente Usa ha scritto di avere dato indicazioni al rappresentante per il commercio Usa di individuare i prodotti cinesi che potrebbero essere colpiti da nuove tariffe se Pechino replicherà ai dazi decisi da Washington pochi giorni fa su beni per 50 miliardi di dollari:

“Queste tariffe – ha spiegato Trump – entreranno in vigore se la Cina si rifiuterà ancora di cambiare le sue pratiche commerciali sleali e anche se insisterà nel varo di nuove tariffe come ha recentemente annunciato”.

E ancora:

“Le ultime azioni della Cina indicano chiaramente la sua determinazione di svantaggiare in maniera permanente e ingiusta gli Stati Uniti, un fatto riflesso nel nostro enorme squilibrio commerciale. pari a 376 miliardi di dollari. Questo è inaccettabile. E ulteriori azioni vanno intraprese per fare sì che la Cina cambi queste pratiche inique, apra i suoi mercati ai beni statunitensi e accetti relazioni commerciali più equilibrate con gli Usa”.

Come da copione, Pechino ha subito minacciato ritorsioni. Il ministero del Commercio ha accusato gli Stati Uniti di praticare “estreme pressioni e ricatti”, sottolineando che questo mette in pericolo il “consenso raggiunto dalle consultazioni tra le due parti”.

Pesanti le ripercussioni sui mercati asiatici. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei perde l’1,48%, l’Hang Seng continua a calare toccando -2,36%, Shanghai sta sfiorando il -3%.

Non accenna ad arrestarsi la guerra a colpi di dazi tra Stati Uniti e Cina. Dopo le rappresaglie cinesi, il presidente Usa, Donald Trump, va nuovamente all'attacco minacciando ulteriori 200 miliardi di dollari di dazi doganali sulle merci cinesi. Non solo. Trump ha già aggiunto che, qualora il governo di Xi Jinping decidesse di rispondere anche a un’eventuale seconda ondata di dazi, lui sarà pronto a raddoppiare ancora i colpi, a mettere cioè nel mirino ulteriori 200 miliardi di beni. Il presidente Usa ha scritto di avere dato indicazioni al rappresentante per il commercio Usa di individuare i prodotti cinesi che potrebbero essere colpiti da nuove tariffe se Pechino replicherà ai dazi decisi da Washington pochi giorni fa su beni per 50 miliardi di dollari:
"Queste tariffe - ha spiegato Trump - entreranno in vigore se la Cina si rifiuterà ancora di cambiare le sue pratiche commerciali sleali e anche se insisterà nel varo di nuove tariffe come ha recentemente annunciato".
E ancora:
"Le ultime azioni della Cina indicano chiaramente la sua determinazione di svantaggiare in maniera permanente e ingiusta gli Stati Uniti, un fatto riflesso nel nostro enorme squilibrio commerciale. pari a 376 miliardi di dollari. Questo è inaccettabile. E ulteriori azioni vanno intraprese per fare sì che la Cina cambi queste pratiche inique, apra i suoi mercati ai beni statunitensi e accetti relazioni commerciali più equilibrate con gli Usa".
Come da copione, Pechino ha subito minacciato ritorsioni. Il ministero del Commercio ha accusato gli Stati Uniti di praticare "estreme pressioni e ricatti", sottolineando che questo mette in pericolo il "consenso raggiunto dalle consultazioni tra le due parti". Pesanti le ripercussioni sui mercati asiatici. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei perde l'1,48%, l'Hang Seng continua a calare toccando -2,36%, Shanghai sta sfiorando il -3%. [caption id="" align="alignnone" width="480"] Il deficit commerciale Usa si è ampliato più delle previsioni a febbraio, ai massimi di nove anni. In vista dell'entrata in vigore dei dazi di Donald Trump, che hanno agitato lo spettro di una guerra commerciale a tutto campo, la domanda di beni importati ha fatto un balzo (Tim Rue/Bloomberg)[/caption]