Guerra commerciale mette un freno alla crescita Usa

27 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

La guerra commerciale intrapresa dal presidente americano Donald Trump non farà vittime solo fuori dal territorio USA ma anche all’interno, ponendo un notevole freno alla crescita. A dirlo due economisti della Bank of America/Merrill Lynch, Joseph Song e Stephen Juneau, in una nota ai clienti.

Lo riferisce la Reteurs secondo cui i due hanno analizzato l’impatto di una guerra commerciale sull’economia degli Stati Uniti sulla base del modello macroeconomico di equilibrio su larga scala della Fed e hanno parlato di “un notevole trascinamento sulla crescita”.

“Ciò suggerisce che la spinta alla crescita attesa dagli stimoli fiscali – ad esempio, tagli alle imposte e aumento della spesa pubblica federale – sarà essenzialmente compensata dallo shock commerciale negativo. I nostri calcoli suggeriscono che una grande guerra commerciale porterebbe ad una riduzione significativa della crescita. Un calo della fiducia e interruzioni della catena di approvvigionamento potrebbero amplificare lo shock commerciale, provocando una vera e propria recessione”.

Negative anche le previsioni di Gregory Daco, capo del dipartimento di macroeconomia statunitense di Oxford Economics a New York.

“L’imposizione di dazi su metà delle nostre importazioni dalla Cina avrà probabilmente effetti indiretti più pronunciati per due motivi principali. In primo luogo, le tariffe su 200 miliardi di dollari di importazioni interesseranno un’ampia gamma di settori di attività, compresi alcuni con importanti moltiplicatori della catena di approvvigionamento, ossia settori in cui ogni dollaro di attività genera più di un dollaro di attività in altri settori. In secondo luogo, il potenziale impatto sul mercato finanziario e sulla fiducia sarebbe considerevole”.

Una nuova ombra di paura su Wall Street è l’impatto della guerra commerciale secondo l’analista Michael Farr che secondo quanto riporta la Cnbc.

“Durerà nel tempo? Non abbiamo ancora visto alcuna di queste tendenze al ribasso”.

Di tutt’altro parere invece , fondatore e socio amministratore di Fairlead Strategies ,che ritiene che i dazi siano salutari. Se a breve termine le scorte potrebbero diminuire, Stockton ha affermato che a medio termine invece i prezzi dovrebbero aumentare.