Gross: “La supernova del credito prima o poi esploderà”

1 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – È l’inizio del “big bang” per i mercati creditizi, secondo il re dei bond Bill Gross, manager del maggiore fondo obbligazionario al mondo, Pimco. La creazione del credito nel sistema bancario moderno inizia sempre con un deposito iniziale e continua con l’espansione redditizia di quel deposito, tramite la pratica molto comune della leva del debito (leverage). È in questo modo che si formano anche le bolle del credito.

Le banche e altri istituti di credito non tengono mai nei loro caveau il 100% di quei depositi. Anzi, ne tengono spesso una porzione molto ridotta. È da queste ‘modus operandi’ che nasce il concetto di “riserve frazionali”.

Da quel deposito di partenza si assiste a una esplosione di 10 volte tanto delle attività di prestito, ottenuta facendo leva sui soldi di partenza. È l’equivalente del bing bang, ma per la finanza moderna, secondo il noto gestore.

Con il credito in espansione, secondo il modello economico descritto nella teoria di Hyman Minsky il sistema dei prestiti prende la forma di una finanza alla Ponzi. Una situazione in cui il debito cresce nel tempo per l’impossibilita’ di fare fronte agli oneri per interessi e ammortamenti, come avviene ad esempio quando si specula sull’aumento di prezzo di un immobile, ricorrendo a prestiti sempre nuovi per pagare le rate del mutuo.

Ecco cosa dice la sua teoria economica: il sistema prenderà soldi a prestito a basso costo e sarà auto sostenibile (quella che chiama finanza “hedge”). A quel punto il sistema guadagnerà coraggio, farà sempre più leva sul debito in modo speculativo. Per farlo avrà bisogno di un ammontare sempre maggiore di credito per ripagare in tempo i debiti.

Infine, la fase finale di questo schema malsano (ossia quando il sistema avrà bisogno di ulteriore credito per coprire i pagamenti sugli interessi sempre più alti) si tradurrà in un’accelerazione dell’inflazione e per finire in una “esplosione stellare”. Alla quale gli Stati Uniti non sono poi cosi’ distanti, secondo Gross.

Il concetto di Minsky, sviluppato circa mezzo secolo fa dopo la fase di decoupling del dollaro dall’oro nel 1971, era principalmente un modello ciclico ristretto che riconosceva il passaggio da una fase di recessione a quello di ringiovanimento, una volta che la leverage creditizia del sistema torna a livelli normali.

Questo pero’ era 50 anni fa. Minsky non avrebbe probabilmente mai immaginato i livelli a cui sarebbe arrivata la creazione di credito, che sta sperimentando un vero e proprio balzo iperbolico negli Usa (vedi grafico). Basti sapere che quando l’economista ha formulato la sua teoria a inizio Anni 70, il credito circolante in Usa era pari a soli 3 mila miliardi. Oggi arriva a 56.000 miliardi e continua a crescere a passo spedito.

Un mostro creditizio che richiede continuamente della benzina che lo alimenti, proprio come una stella supernova che si espande, si espande e poi inizia a consumarsi fino a che non esplode. Il termine supernova identifica un’esplosione stellare estremamente energetica. Ma per usare le parole del poeta T.S. Eliot, “questo e’ il modo in cui finira’ il mondo, non con uno scoppio, ma con un piagnucolio” (dalla poesia “Uomini Vuoti”).

Ogni dollaro in piu’ di credito sembra creare sempre meno calore. Negli Anni 80 ci volevano infatti quattro dollari di nuovo credito per generare un dollaro di Pil reale. Negli ultimi dieci anni quella cifra e’ salita a $10 e dal 2006 20 dollari, producendo gli stessi risultati.

Lo stadio a cui e’ arrivato lo schema finanziario alla Ponzi del 2013 fa si che i soldi vanno a un numero sempre maggiore di creditori e speculatori di mercato e sempre meno all’economia reale. Che sia con un piagnucolio o con’esplosione, la bolla scoppierà, per il semplice fatto che non può crescere all’infinito.