Greenspan: domanda straordinariamente debole, da Grande Depressione

27 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’ex presidente della Fed Alan Greenspan torna a parlare e lo fa smentendo le dichiarazioni dell’attuale numero uno dell’istituto, Janet Yellen. “Il mercato azionario sta riportando davvero una buona performance. L’economia no”.

La “crescita economica degli Stati Uniti non è solida” ed è stata la Fed il principale motore dell’espansione dei P/E delle azioni. La Banca centrale americana, insomma, è responsabile dell’inflazione in atto nel mercato azionario.

Ancora: “il fatto che i tassi a lungo termine siano bassi non è un enigma. E’ un’indicazione di quanto la crescita dell’economia globale sia debole”. Il punto è che la “la domanda effettiva è straordinariamente debole – simile agli ultimi stadi della Grande depressione”.

Alla domanda su come le cose andranno a finire, Greenspan risponde: “Dipende …quando i tassi di interesse reali inizieranno a salire, è allora che la crisi potrebbe colpire”.

Infine: “quasi tutti i problemi sono dovuti all’assenza di investimenti in capitale di lungo periodo, riflettendo perfettamente la preferenza delle aziende di rafforzare gli azionisti attraverso operazioni di buyback, piuttosto che investire nella crescita societaria dell’economia…” e comunque “nessuno vuole investire nel lungo termine perchè nessuno sa cosa accadrà”.

(Lna)