Green pass sul lavoro: ora anche gli altri Paesi europei copiano l’Italia

26 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

In Europa, l’obbligo generalizzato di green pass sul posto di lavoro esiste in Italia, in Grecia e, a partire dal 1° novembre, al gruppo si unirà anche l’Austria.
Le regole in uso negli altri due Paesi hanno peculiarità diverse, comunque. In Grecia i non vaccinati debbono sottoporsi a due tamponi a settimana, a proprie spese. In Austria, invece, i tamponi per i non vaccinati saranno gratuiti ed eseguiti direttamente sul posto di lavoro. Quest’ultimo provvedimento è stato ritenuto fondamentale dai socialdemocratici austriaci, secondo i quali va rifiutata “ogni misura di discriminazione di persone non vaccinate, a tutti i cittadini va garantito il diritto al lavoro con una offerta gratuita e di facile accesso”. Sempre in Austria va precisato, inoltre, che sono previste alcune eccezioni all’obbligo per i lavori condotti “in solitaria”, come l’autotrasporto.

Il Paese più restrittivo in materia è dunque l’Italia, nella quale il lavoratore non vaccinato è tenuto a sottoporsi a tampone rapido ogni 48 ore, o molecolare ogni 72, a sue spese.

I Paesi con l’obbligo mirato

In altri grandi Paesi, l’obbligo di green pass si applica solo per i lavoratori impiegati in specifici settori. In Francia, dal 30 agosto, è necessaria la certificazione per i lavoratori dei ristoranti, del settore trasporti a lungo raggio, di musei e biblioteche, centri commerciali e cinema. Inoltre, sul personale sanitario vige l’obbligo vaccinale.

Gli Usa rientrano nel gruppo dei Paesi che ha introdotto obblighi vaccinali mirati. Nello specifico, per i dipendenti federali, per gli appaltatori. Per le aziende con oltre 100 addetti resta la possibilità, in caso di mancata vaccinazione, di presentare un tampone negativo nella settimana.

… e quelli che non prevedono il pass per i lavoratori

Altri Paesi, come Germania, Spagna o Regno Unito, hanno deciso per il momento di non introdurre l’obbligo di green pass per chi lavora. In Germania, tuttavia, la certificazione è richiesta per accedere alla maggioranza delle attività che si svolgono in spazi chiusi. Per il Regno Unito, invece, il premier Boris Johnson ha prefigurato, lunedì 25 ottobre, l’obbligo vaccinale per il personale sanitario.