Green bond: è l’anno dello svolta in Italia, superate le cifre del 2018

24 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Dieci emissioni da inizio anno per un totale di 4,25 miliardi contro i 2 del 2018. Inizia con il botto il nuovo anno per il mercato italiano dei green bond. A conti fatti, come riporta Il Sole 24 OreIl Sole 24 Ore, il mercato tricolore rappresenta il 3,6% del totale. In testa c’è la Francia con una quota pari al 13,4%, seguita dagli Stati Uniti l’11,3% e dalla Cina il 9,6%.

Guardando  il mercato italiano dei green bond – le obbligazioni verdi la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite ecc –  l’ultimo bond verde lanciato in ordine temporale è stato quella di Hera.

A cinque anni dall’emissione della prima obbligazione “verde” nel nostro Paese, il Gruppo Hera lancia il suo secondo green bond che ammonta a 500 milioni di euro, rimborsabili in 8 anni a una cedola dello 0,875% e un rendimento pari a 1,084%.

Gli strumenti finanziari green o Esg sono una leva fondamentale per dare sostegno all’impegno del Gruppo Hera nel conseguire un modello di business sempre più rigenerativo e resiliente – ha detto l’ad Stefano Venier -, in grado di traguardare gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e dare risposta alle tante sfide con cui ci stiamo confrontando, a cominciare dai cambiamenti climatici, che necessitano di soluzioni innovative e investimenti di lungo periodo”.

Ma non solo le big, anche le piccole società si adoperano nel settore dei green bond come Tozzi Green, gruppo italiano del settore delle energie rinnovabili attivo anche nell’elettrificazione rurale, che ha concluso in questi giorni la prima emissione di un green bond tramite collocamento privato.
I proventi derivanti dall’emissione, precisa una nota, effettuata tramite Ergon Perù, controllata al 90%, saranno impiegati per la costruzione del più grande progetto di elettrificazione rurale al mondo. Infine anche Fs ha emesso un secondo green bond valore nominale 700 milioni di euro e degli ordini totali circa il 47% è stato fatto da investitori ESG, impegnati verso i temi della sostenibilità.