Grecia, Ue offre due miliardi di aiuti per crisi umanitaria

20 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Unione Europea si prepara a devolvere due miliardi di euro alla Grecia che saranno utilizzati per progetti volti ad alimentare il potenziale di crescita della travagliata economia, ridurre la disoccupazione e aiutare i cittadini più poveri.

Lo ha annunciato durante una conferenza stampa il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, precisando che le risorse verranno prelevate dai fondi non utilizzati del veicolo di finanziamenti dei progetti di sviluppo.

L’organo esecutivo dell’Ue ha già formato una squadra di funzionari incaricati di aiutare la Grecia ad assorbire il denaro e alleviare quella che il primo ministro ellenico ha definito una “crisi umanitaria” dopo anni di recessione.

Al termine dei negoziati tra i capi di Stato europei e Alexis Tsipras, il leader del governo ellenico, la Grecia ha accettato di presentare una nuova lista di riforme per riuscire a convincere i creditori internazionali ad avere ancora fiducia nelle capacità del governo di rispettare gli impegni presi. Allo stesso tempo il premier Alexis Tsipras ha ribadito il secco no a nuove misure recessive, dicendo che “sia noi che Merkel abbiamo concordato di dimenticare gli impegni presi dal governo greco che ci ha preceduti”.

Tre ore concitate di riunione, prolungatasi fino a oltre le 2 del mattino, con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, sono servite in realtà a ben poco di concreto. Alla fine del meeting, è stata la stessa Merkel a riferire ai giornalisti che Tsipras ha accettato di presentare una nuova lista di riforme. Tsipras è ottimista, dice che i greci otterranno nuovi finanziamenti esterni, ma questo resta ancora da vedere.

“Il primo ministro greco ha dichiarato l’intenzione di presentare una lista, e di farlo velocemente… È un bisogno urgente”, ha detto Merkel. In un comunicato congiunto si afferma che “le autorità greche avranno la titolarità delle riforme e presenteranno una lista completa di riforme specifiche nei prossimi giorni”.

Dal canto suo, parlando ai giornalisti, Tsipras ha affermato, in base a quanto riporta Reuters: “È chiaro che la Grecia non è obbligata a mettere in atto misure recessive”, riferendosi alla necessità di presentare una nuova lista di proposte.

Un funzionario ha riferito poi alla BBC che “il messaggio rivolto alla Grecia è stato semplice: ‘dateci subito una lista (di riforme), e poi potrete ricevere in cambio i soldi velocemente”.

L’esito dei negoziati fiume non è riuscito a calmierare le tensioni sui mercati in mattinata, ma le ultime indicazioni di Tsipras, secondo cui la Grecia ha carta bianca sull’addio dell’austerity e l’implementazione delle nuove riforme, hanno riportato l’ottimismo.

I tassi sui bond a breve termine greci sono tornati a scendere dopo essere balzati di circa il 25% stamattina. D’altronde Atene non è ancora riuscita ad assicurarsi nessun finanziamento a breve termine. Le speculazioni su un’uscita della Grecia dall’area euro non sono scomparse.

I rendimenti a tre anni – i più sensibili alle paure di un evento di Grexit – sono saliti fino al 24,31% stamattina, prima di discendere in area 23,5%, per un rialzo di 15 punti base dai livelli di ieri.

Il rendimento decennale si è innalzato leggermente, all’11,83%. Il tasso di riferimento è sceso fino al 5,56% nell’autunno dell’anno scorso, consentendo ad Atene di tornare a chiedere prestiti sul mercato primario, via emissione di bond governativi, e alimentando le speranze di una ripresa dopo una crisi devastante dal punto di vista umano ed economico.

Tuttavia l’elezione del partito di sinistra anti austerity ha complicato le trattative con i creditori, portando a un confronto a viso aperto tra i falchi del Nord Europa e Syriza. Finché il nuovo pacchetto di riforme non viene approvato dalle autorità dell’area euro, Atene non riceverà alcun denaro fresco.

(DaC-Lna)