Grecia: da creditori offerta congiunta anti default

3 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – È partita la corsa contro il tempo per salvare Atene dall’incubo fallimento. Prendere o lasciare: questa è la scelta che il governo greco dovrà fare tra oggi e domani.

L’esecutivo Tsipras dovrà decidere se accettare l’ultima proposta dei creditori per scongiurare il default. Per ora le tre istituzioni della troika sembrano concordi sulla linea da tenere, ma rimangono delle differenze da colmare tra Fmi e Bruxelles in tema di surplus e debito.

I creditori hanno unito le forze per spingere Atene a decidere se accettare o meno il piano di aiuti che chiederà altre dure riforme economiche in cambio di una linea di credito di salvataggio da 7,2 miliardi di euro, scaricando intelligentemente la patata bollente al governo anti austerity.

La paura è che le finanze pubbliche facciano crac già venerdì, quando scade la nuova rata dovuta al Fondo Monetario Internazionale. I mercati sono spaventati e le autorità altrettanto, anche se alcuni analisti iniziano a suggerire che l’area euro sul lungo termine starebbe meglio, anzi prospererebbe, senza la pecora nera greca.

Anche i vertici dell’Ue si sono messi al lavoro in queste ore concitate: lunedì Mario Draghi, a sorpresa, ha raggiunto Merkel e Hollande, già riuniti a Berlino, per trovare una soluzione all’impasse e mettere fine a quei negoziati tecnici che in quattro hanno fatto pochi progressi – se non nulli – portando via tempo prezioso.

Intanto, nella notte il primo ministro Alexis Tsipras ha consegnato ai creditori internazionali una proposta di accordo che ha definito “realistica”. “Abbiamo consegnato un piano per far uscire la Grecia dalla crisi, non stiamo aspettando che loro facciano una proposta”.

L’entusiamo è durato poco. il presidente Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, in un’intervista rilasciata alla radio-tv olandese Rtl Z, ha detto che l’accordo “e’ a meta’ strada, le misure che devono adottare devono essere forti come quelle concordate con il governo precedente”. Dijsselbloem ha escluso che questa settimana possano essere fatti degli esborsi ad Atene “se non altro per motivi legali”.

Dopo i molti avvertimenti dell’Europa ad Atene, il tempo ora sta per scadere sul serio, nonostante la Commissione europea, mediatrice nella partita tra Atene e le altre capitali, abbia spostato la scadenza a fine giugno per far guadagnare tempo ai negoziati. Il default della Grecia, incubo per tutta l’Eurozona, potrebbe scattare già venerdì se non si corre ai ripari: Atene deve rimborsare 300 milioni di euro al Fondo monetario internazionale, ma ancora non sa come e se quel giorno riuscirà a pagare.

Per il capo economista per l’Europa di Goldman Sachs, Huw Pill, un default tecnico della Grecia potrebbe essere necessario per rompere l’attuale impasse nelle trattative. ”Con la liquidita’ che si sta esaurendo, un mancato pagamento di obblighi esterni è possibile se non probabile. In tali circostanze, la Grecia prima o poi farà default tecnico” mette in evidenza Pill, secondo il quale lo scenario di base di Goldman Sachs resta quello che alla fine un accordo fra la Grecia e i suoi creditori sarà trovato.

(MT-DaC)