Grecia: corsa sportelli, depositi bancari crollano al minimo dal 2005

30 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Continua la fuga dei depositi dalle banche elleniche, che collano al minimo dal 2005. A confermarlo sono gli stessi dati della Bce, che hanno confermato che i flussi in uscita sono stati di 2,5 miliardi di euro a marzo.

Tra i mesi di dicembre e marzo, le banche greche hanno perso 27 miliardi di depositi, assistendo a una flessione -16%. In questo arco temporale, i depositi delle aziende sono calati -29%, quelli retail -13% e quelli di altri clienti -14%.

Senza la possibilità di accedere ai mercati per finanziarsi, le banche greche hanno come unica speranza quella di ricevere fondi dalla Bce attraverso, in particolare, l’assistenza di liquidità di emergenza (fondi ELA).

Il ricorso a tale forma di finanziamento è diventato tanto comune che ormai il sistema bancario della Grecia – che incide sugli asset dell’Eurozona per l’1,2% – incide sull’utilizzo dei fondi della Bce per il 18%. Inoltre, ben il 27% di tutti gli asset bancari della Grecia sono finanziati dal momento dalla Bce.

In Borsa oggi la seduta è negativa, con le banche che sono una zavorra troppo pesante da sopportare per l’indice principale ATG. Il calo è dell’1% a 790 pnti. Con lo scorrere di altro tempo prezioso, si è ridimensionata la fiducia sulla possibilità che creditori e il governo greco riescano a strappare un’intesa su una serie di riforme cruciali.

Più della metà dei trader, analisti e altri investitori interpellati da Bloomberg (il 52%), ora si aspetta che l’Eurozona finisca per mostrare la porta di uscita alla Grecia. Il 43% è convinto che il paese resterà nell’area nel prossimo futuro. In gennaio solo il 31% del campione prevedeva uno scenario di Grexit, contro il 61% di coloro i quali erano pronti a scommettere sul mantenimento dello status quo.

Un giorno dopo aver declassato il paese, Moody’s ha lanciato un altro avvertimento sulla Grecia. L’agenzia di rating è preoccupata per l’impatto che un’uscita del paese dall’area euro potrebbe avere. Le conseguenza, dice in una nota, non vanno sottovalutato, anche perché i rischi di Grexit stanno crescendo.

(Lna-DaC)