Governo M5S-Lega si farà: Savona agli Affari Europei

31 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Si riaffaccia l’ipotesi di un governo politico a traino Lega – M5S. Chi si spende per riprovarci è soprattutto il leader dei pentastellati Luigi di Maio, che messi da parte i recenti propositi di impeachment per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, torna al Quirinale e spinge per riprovare a dar vita a un esecutivo che abbia come protagonisti lui e il leader della Lega Matteo Salvini.

Al termine dell’incontro tra i due pare che sia stata trovata la quadra, stando a quanto riferito dai media nazionali. Secondo La Stampa è stato sciolto il nodo Savona. I leader, che si sono visti nel pomeriggio con l’obiettivo di trovare una squadra di governo che possa dare al paese un esecutivo guidato da politici eletti dal popolo, proporranno Paolo Savona, il professore e banchiere 81enne dalle idee controverse sulla moneta unica e la Germania, agli Affari Europei.

All’Economia dovrebbe arrivare Giovanni Tria, docente a Tor Vergata. La notizia secondo cui Pierluigi Ciocca (una vita in Bankitalia) ha smentito un suo coinvolgimento nel governo M5S-Lega come ministro del Tesoro ha influito negativamente sugli scambi di mercato. Per gli Esteri si fa il nome di Enzo Moavero-Milanesi. Tra gli altri posti di spicco che sembrano già assegnati, Elisabetta Trenta andrà al Ministero della Difesa, Di Maio allo Sviluppo Economico e Lavoro e Salvini al Ministero degli Interni.

Sarà contento Carlo Cottarelli. Il commentatore politico Francesco Verderami osserva sul Corriere della Sera come ormai l’ex funzionario dell’FMI, premier incaricato da Sergio Mattarella per formare un governo tecnico “neutrale” che traghetti il paese al voto, non voglia altro che essere sollevato dall’incarico. C’è chi su Twitter ironizzava sul fatto che l’Italia fosse l’unico paese nella storia ad aver visto convivere due papi e tre primi ministri (Gentiloni che è uscente e i due incaricati Giuseppe Conte e Cottarelli).

L’idea di Di Maio, che il mercato per ora sembra apprezzare, è ripartire da dove tutto si è interrotto: ovvero dal governo Conte, ma con una novità, rinunciare a Paolo Savona come ministro dell’Economia, affidandogli un altro incarico.

“Se questa XVIII legislatura deve lasciare un ricordo – spiega – deve farlo per un governo politico e non tecnico. Se ci dobbiamo ritrovare un governo Cottarelli che non prenderà i voti in Parlamento perché non li ha nel paese solo perché c’è un ministro che non è accettabile dal Quirinale dobbiamo fare un ragionamento: la squadra dei ministri è già pronta, il premier è Giuseppe Conte“.

“Troviamo una persona della stessa caratura, levatura e libertà di Savona e lui resta nel governo in un’altra posizione di ministro. È una proposta che faccio pubblicamente e vediamo se riusciamo a risolvere la situazione”. “Il ministro dell’Economia – ha concluso – non deve essere una persona amico delle agenzie di rating, delle banche e di un’altra nazione. Vogliamo un governo politico non arretrando, ma aggiungendo un’altra persona che va a ricoprire il ruolo del ministro dell’Economia. Se si trova chiederemo di richiamare Conte al Quirinale per l’incarico”.

Fonti del Quirinale fanno sapere che tale proposta è valutata dal Colle “con grande attenzione”.

Una ipotesi che, invece, inizialmente ha acceso lo scontro con il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha chiuso all’ipotesi di un nuovo esecutivo con un altro ministro dell’Economia. Poi peró ha aperto uno spiraglio: “Vedremo nelle prossime ore, per carità. Ci ragioniamo, valuteremo”. In serata ancora più possibilista:

“Uno spostamento di Savona? Porta mai chiusa. Come stiamo facendo dal 4 marzo, sceglieremo il meglio per il paese, abbiamo delle belle idee in testa”.