Governo, Lega: “Stop alla riforma del credito cooperativo”

8 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

Stop alla riforma del credito cooperativo almeno fino a quando l’Ue smetterà di penalizzare le banche italiane e guarderà ai fattori di rischio accumulati dalle banche di minori dimensioni in Germania. Così alla Reteurs il senatore della Lega, Alberto Bagnai, dopo che il premier Giuseppe Conte aveva annunciato nel suo discorso per il voto di fiducia alla Camera modifiche alla disciplina riguardante Bcc e banche popolari.

“Per effetto della riforma, Iccrea e Cassa centrale Banca saranno sottoposte alla vigilanza unica europea e dovranno quindi rispettare più severi requisiti patrimoniali. Le banche cooperative tedesche, invece, continueranno ad essere sotto il controllo delle sole autorità di Berlino e avranno maggiore libertà nella gestione del credito. Fino a quando questa asimmetria normativa non sarà rimossa, riteniamo più saggio non procedere ulteriormente con questa riforma (…) Se il Single Supervisory Mechanism è una buona idea, la resistenza tedesca a cedere il controllo del proprio sistema bancario appare singolare”.

Così dice Bagnai da più parti indicato come il futuro viceministro dell’economia che andrà ad affiancare il professore Giovanni Tria. Il senatore leghista inoltre sostiene la necessità di una discussione a livello europeo che porti a riconoscere l’importanza anche per l’Italia di banche ancorate al territorio sul modello tedesco e al tempo stesso denuncia la contraddizione tra la politica ultraespansiva della Bce e l’imposizione di requisiti patrimoniali che frenano l’erogazione del credito.

“Abbiamo una politica monetaria espansiva e una politica creditizia restrittiva, un disastro per un paese come il nostro che deve ancora riprendersi completamente e ci sono già segnali che la ripresa stia perdendo slancio (…)  La riforma realizza quindi il duplice danno di allontanare dal territorio le Bcc (che diventeranno di fatto sportelli di grandi gruppi nazionali o internazionali) e di mettere in mano estera un altro pezzo di sistema bancario italiano”.

Da ultimo per dovere di cronaca si precisa che il Consiglio di Stato ha fissato ieri un’udienza cautelare per il 12 luglio prossimo in cui stabilirà il nuovo termine entro il quale le popolari con oltre 8 miliardi di attivi dovranno completare la trasformazione in spa.