Governo Lega-M5S: come cambieranno le pensioni

22 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La legge Fornero sulle pensioni sarà superata come si legge nel contratto di governo Lega-M5S. Cosa significa? In sostanza che si potrà andare in pensione con circa tre anni di anticipo rispetto a quanto avviene oggi.

Con le attuali regole per accedere alla pensione di vecchiaia occorre avere 66 anni e 7 mesi di età (più 20 anni di anzianità contributiva) che dal prossimo anno aumenteranno a 67 anni, mentre per la pensione anticipata serve aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi (per gli uomini) o 41 anni e 10 mesi (per le donne) che dal 1° gennaio 2019 diventeranno 43 anni e 3 mesi (uomini) o 42 anni e 3 mesi (donne).

Nel contratto giallo-verde si leggono come novità da introdurre nel sistema previdenziale italiano la quota 41 – ossia 41 anni di contributi – e la quota 100 (somma età anagrafica e contributi versati) per l’accesso alla pensione, insieme ad ulteriori misure per i lavori usuranti e alla proroga Opzione Donna per l’accesso alla pensione con 35 anni di contributi e 57/58 di età (ora possibile con requisito entro fine 2015).

Come si legge al punto 17 del contratto di governo, intitolato PENSIONI. STOP LEGGE FORNERO:

“Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero”, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza. Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili”.

Inoltre verrà introdotta anche la cosiddetta pensione di cittadinanza erogabile a a chi vive sotto la soglia minima di povertà.

“La nostra proposta è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza”.