Governo ancora diviso, stavolta sul mini-condono edilizio

19 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Nuovo pomo della discordia all’interno del governo giallo-verde è il mini-condono, una sorta di sanatoria sulle mini-irregolarità dei vecchi edifici, come la difforme disposizione di porte o finestre, costruiti prima del 1977 che spunta nel decreto sblocca-cantieri.

Il provvedimento dovrebbe arrivare domani nel Consiglio dei ministri e recita testualmente:

La proposta  è finalizzata a prevedere l’eliminazione della necessità di richiedere la sanatoria in tutti quei casi in cui lo stato di fatto dell’immobile non corrisponda esattamente a quello rappresentato negli elaborati tecnici a seguito di modifiche concretizzatesi in corso di edificazioni su immobili costruiti con titoli edilizi rilasciati in data anteriore alla legge 28 gennaio 199, n.10″.

Ma è giallo su chi vuole all’interno della maggioranza il mini-condono. Da una parte i Cinque Stelle puntano il dito contro la Lega, gli unici a loro dire, che vorrebbero il provvedimento. Dall’altra invece, come riporta Repubblica, il Carroccio smentiscono le ipotesi di condono edilizio “nè nello sblocca cantieri nè in altri provvedimenti. La Lega è contraria a ogni tipo di condono”.

Domani si saprà cosa ne sarà del provvedimento. Sempre domani e dopodomani l’agenda del governo è fitta di appuntamenti importanti visto che si dovrà votare per il processo a Salvini sul Caso Diciotti e giovedì la sfiducia al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Due votazioni importanti per la legislatura ma non dovrebbero riservare sorprese anche se sul caso TAV, la Lega potrebbe togliersi qualche sassolino dalla scarpa.