Google Glass sancirà la fine della vostra privacy

27 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’arrivo a breve dei Google Glass porterà con se alcuni problemi che, magari, a molti potrebbero risultare ininfluenti, ma che alla fine non lo sono.

Il New York Times analizza i diversi prodotti in arrivo o già in circolazione, come ad esempio Memoto, un mini gadget che si attacca alla propria giacca, e che permette di scattare continuamente foto, due al minuto, che poi vanno direttamente online.

Tutte nuove innovazioni che se pur interessanti, belle da provare e forse, in parte, anche da avere, poi però diventano preoccupanti sotto un altro punto di vista.

La Apple ad esempio, è pronta a mettere in commercio l’iWatch e altri dispositivi in grado di scattare continuamente immagini di se stessi e delle persone attorno.

Ma per quelli che non vogliono essere ripresi? Che cercano di mantenere la propria privacy?

Jeff Jarvis, giornalista e professore alla City University di New York ha detto: “Bisogna accettare che quando si è in luoghi pubblici, lo dice la parola stessa, non si può chiedere di vietare di essere fotografati, appunto perché é un luogo pubblico”

Ha poi aggiunto che qualcosa di simile era già accaduta quando, nel 1890, per la prima volta erano comprase per le strade e nei parchi delle fotocamere Kodac e la gente, soprattutto le donne, si sentivano in forte imbarazzo nell’essere fotografate.

Thad Starner, direttore del Contextual Computing Group, che ha anche preso parte alla creazione dei Google Glass, ha invece dichiarato che per lui, “la maggior parte delle persone non ha problemi di privacy ma invece, quello che cerca di fare, è apparire, sempre e comunque”. Per lui “la maggior parte della gente rispetta la privacy e non userebbe mai questi prodotti in maniera inappropriata”.