Goldman Sachs pronta a trasferire i suoi trader a Milano. Ecco perchè

1 Dicembre 2022, di Mariangela Tessa

Goldman Sachs sarebbe pronta per trasferire a Milano il desk londinese di trading sugli swap in euro. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, che cita fonti vicine alla banca Usa. Sempre secondo l’agenzia stampa, il cambio di residenza, risultato della riorganizzazione delle attività delle principali società di investimento dopo la Brexit, avverrà a inizio 2023 e comporterà oltre al trasferimento di una decina di professionisti, anche l’assunzione di personale locale. Nessun commento è arrivato finora dalla banca Usa.

La decisione di Goldman Sachs, che conta già circa 80 dipendenti nella sede milanese, non è una mossa isolata. Finita in secondo piano nella scelta delle sedi europee delle banche di investimento, quando si è posta la necessità di trasferire personale e uffici in altri Paesi europei a causa della Brexit, ora Milano sembra aver riacquistato appeal. Questo grazie ad una serie di agevolazioni fiscali rivolta ai nuovi residenti provenienti dall’estero, tra cui quello di pagare un’aliquota forfettaria di 100 mila euro sui profitti realizzati all’estero o di non pagare tasse fino al 70% del reddito.

Non solo Goldman Sachs, chi sta pensando di crescere a Milano

Milano sembra dunque diventato uno dei luoghi più convenienti in cui avere sede in Europa dal punto di vista fiscale. Motivo per il quale molti italiani impiegati nelle banche d’affari all’estero stanno facendo ritorno nel Bel Paese. È il caso di Elena Agosti, un passato in Unicredit, Goldman Sachs e Jp Morgan, che la scorsa estate è tornata a Milano per la supervisione di un trading desk di Nomura.

Altre banche stanno stanno considerando mosse simili a quelle di Goldman Sachs. Secondo quanto riporta Bloomberg, Jp Morgan Chase impiega circa 200 dipendenti nel nostro Paese e starebbe per inserire nove nuove figure, tra le quali due direttori esecutivi destinati alla consulenza sui prestiti e sulla gestione patrimoniale.

Progetti di crescita anche per Citigroup, in Italia dal 2018 proprio come conseguenza della Brexit e che al momento impiega circa 230 persone entro i confini del nostro Paese.

Oltre ai vantaggi fiscali, un costo della vita inferiore a città come Parigi e Londra, Milano gode di un altro vantaggio, quello di avere la sua fonte di talenti bancari nostrani: quelli che escono dall’Università Bocconi. L’università, nella sua offerta formativa, presenta un programma di Master in Finanza i cui studenti sono storicamente andati a lavorare all’estero.