Goldman Sachs: prezzi del petrolio in rally fino a $80

19 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

In attesa del vertice di venerdí dell’Opec, gli analisti di Goldman Sachs ribadiscono che le quotazioni del petrolio supereranno gli 80 dollari al barile nella seconda metà del 2018. Questo nonostante le stime del merrcato siano per un potenziale rialzo della produzione da parte del cartello e l’aumento attuale delle scorte. Analogo trend in rialzo è previsto per il Brent che, in base ai calcoli dell’uffico studi della banca, dovrebbe raggiungere a 82,5 dollari entro l’estate.

Gli analisti prevedono che la produzione petrolifera di membri chiave dell’Opec e della Russia (che del cartello non fa parte) salirà di 1 milione di barili al giorno entro la fine del 2018 e di altri 500mila barili al giorno nei primi sei mesi del 2019. L’impatto di una tale mossa sarà tuttavia controbilanciato dal calo della produzione in Venezuela e in Iran, sostiene Goldman.

“Il mercato petrolifero resta in deficit con una crescita resiliente della domanda e con interruzioni che richiedono una produzione maggiore da parte della parte core dell’Opec e della Russia per evitare un esaurimento delle scorte entro fine anno”.

L’Opec e nazioni come la Russia che non ne fanno parte si sono impegnati dal gennaio 2017 fino alla fine del 2018 a ridurre la produzione per riequilibrare il mercato. L’Arabia Saudita e la Russia sembrano propense a un rialzo dell’output ma alcuni membri del cartello fanno resistenza.

Nel frattempo, il Venezuela è alle prese con una crisi economica, politica e umanitaria senza precedenti mentre l’Iran dovrà fare i conti con il ritorno delle sanzioni americane dopo che il presidente Donald Trump ha deciso di ritirare gli Usa dallo storico accordo sul nucleare iraniano.