Goldman Sachs: eccessi e sessismo come in Wolf of Wall Street

2 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Piovono accuse sulla Goldman Sachs, sarebbe infatti uscita più di una voce, riportata da Bloomberg, di diverse discriminazioni ricevute da alcune dipendenti di sesso femminile, le quali ora stanno cercando di raccogliere prove per fare causa all’azienda.

Le donne hanno chiesto ad un giudice federale di Manhattan di poter citare in giudizio degli ex collaboratori di sesso femminile, oltre al vice presidente. La loro tesi è che vi era un clima di “boy club”, un club per ragazzi, un’atmosfera dove non mancava mai alcool e le donne erano per lo più ignorate o, ancora peggio, prese di mira con battute sessiste. Insomma un po’ come nel film “Wolf of Wall Street”.
Ora, H. Cristina Chen-Oster e Shanna Orlich, il nome delle donne coinvolte che hanno citato questo caso avvenuto nel 2010, stanno cercando di ampliare lo scandalo includendo più di un decennio di discriminazioni avvenute alla Goldman Sachs.

Un altro dato che hanno tirato fuori sarebbe quello riguardante il fatto che i vice presidenti femminili guadagnerebbero il 21% in meno rispetto agli uomini e inoltre il 23% in meno delle donne sono state promosse a direttrici nella banca con sede a New York.

Insomma un eccesso di maschilismo che comunque Goldman Sachs continua a smentire a spada tratta: “Si tratta di normali percentuali, non c’è niente di strano” dichiara David Wells, portavoce di Goldman Sachs “non si tratta assolutamente di mancanza di merito”.