Goldman Sachs: Bernanke dovra’ iniettare altri $4 mila miliardi

25 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Secondo i calcoli di Goldman Sachs la Federal Reserve dovrebbe stampare altri 4 trilioni (4000 miliardi) di dollari freschi freschi se vuole chiudere il gap della regola di Taylor, una banale equazione che incrocia il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione. Tale equazione, creata nel 1993 da John Taylor, ha come obiettivo quello di lanciare segnali nel caso in cui la politica monetaria non sia allineata correttamente all’attivita’ economica e, appunto, all’andamento dei prezzi.

Elementi cruciali che compongono la Taylor Rule sono dunque inflazione, disoccupazione e costo del denaro. A solo una settimana dall’annuncio sulle nuove misure di quantitative easing, la banca americana (controversa e in disgrazia per la pessima immagine quanto si vuole ma tuttora uno dei maggiori player a Wall Street) ha deciso di fare due calcoli, anche perche’ la quantita’ di denaro che verra’ iniettata nel sistema avra’ un impatto formidabile. Per l’economia, in fondo, piu’ si stampa meglio e’, almeno sul breve. Ma nel lungo termine?

Per rispondere alla domanda che tutti si pongono (quanto debito stampera’ la Fed) bisogna inanzitutto accettare che l’economia si trova in uno stato comatoso, ma allo stesso tempo tenere viva la speranza di un miglioramento della situazione. Si parlava di $500 miliardi in un primo momento, poi alcuni analisti hanno stimato una somma nell’ordine dei $3 trilioni.

Un’analisi nuova di zecca dell’economista di Goldman Sachs Jan Hatzius, che calcola a quanto lo stimolo dovra’ ammontare per riempire il gap del -7% del “Taylor Implied Funds Rate” (che secondo Hatzius ha gia’ ridotto il margine differenziale di circa 400 punti base) e il fed funds attuale dello 0.2%. La conclusione e’ che ogni trilione in nuovi acquisti su larga scala di asset (LSAP) equivale a una riduzione del gap di 75 punti base. In sintesi la Fed dovra’ stampare $4 mila miliardi se vuole chiudere il gap e cio’ portera’ inevitabilmente a un’ondata di rialzi su altri asset come oro e greggio.