Giappone: Kuroda lascia investitori di stucco

29 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

TOKYO (WSI) – Ha deluso profondamente le aspettative degli analisti e degli investitori l’ultima decisione della Bank of Japan, la banca centrale del Giappone. A sorpresa Kuroda ha lasciato la sua politica monetaria – accomodante – sostanzialmente invariata, confermando i tassi di interesse al -0,1%. Pur aprendo a un’ulteriore revisione al ribasso del costo del denaro, l’istituto non ha toccato l’ammontare di asset che acquisterà ogni anno (80.000 miliardi).

A cambiare sarà il volume degli acquisti di ETF, i fondi comuni, che sarà quasi raddoppiato, con un incremento da 3.300 miliardi a 6.000 miliardi. Si tratta di un’espansione della politica monetaria del valore di 52 miliardi di euro su base annuale. Un aumento modesto, quindi, degli acquisti degli Etf (Exchange-traded fund) senza che sia stato toccato invece l’obiettivo degli 80mila miliardi di yen.

L’operazione di acquisto dei fondi comuni si accompagna al raddoppio del programma di prestiti in dollari per imprese giapponesi all’estero dagli attuali 12 miliardi di yen (10 miliardi di euro) fino a 24 miliardi di yen (21,6 miliardi di euro). I tassi rimangono sugli stessi livelli settati nel mese di febbraio.

A spingere Haruhiko Kuroda verso questa decisione, come sottolineano dalla stessa banca in un comunicato, sono da una parte il recente voto sulla Brexit e dall’altra la volatilità dei mercati finanziari. Da qui la necessità di prevenire le incertezze dovute al deterioramento della fiducia delle imprese e dei consumatori e garantire il regolare finanziamento da parte dei paesi esteri per le imprese giapponesi.

Tali misure, unite al pacchetto di stimolo fiscale promesso dal premier nipponico Shinzo Abe, creeranno un “effetto sinergico”, dicono dalla Banca del Giappone. Una mossa quella della banca che però delude le aspettative di molti investitori, che speravano in misure più aggressive.

“La BoJ non ha soddisfatto le aspettative (…), incrementare gli acquisti di Etf non offre nessun contributo al raggiungimento del 2% d’inflazione. La BoJ non lo ammetterà, ma ha raggiunto il limiti del quantitative easing e dei tassi negativi”.

Così commenta l’economista di Mizuho Securities, Norio Miyagawa a cui segue Jesper Koll, ceo della WisdomTree Japan KK.

“Le aspettative erano super alte e non c’è dubbio che questa decisione della Bank of Japan sarà vista come una forte delusione da parte dei mercati”.