Gestore: “comprate oro prima che Fed distrugga il dollaro”

2 Marzo 2017, di Daniele Chicca

La Federal Reserve consiglierà agli americani di comprare oro e argento fisico prima di distruggere il dollaro Usa? Se lo chiede retoricamente Egon von Greyerz, fondatore e gestore di Matterhorn Asset Managemen, società con sede a Zurigo, in Svizzera, arrivando alla conclusione che “Janet Yellen non lo farà mai”.

“Yellen non ammetterà mai al popolo americano che la Fed e il governo Usa stanno per distruggere il valore del dollaro. E non dirà mai che da quando Nixon ha deciso di sganciare l’oro dal dollaro nel 1971, i loro risparmi hanno perso circa il 97% in termini reali, se il valore viene misurato in oro”, scrive il money manager svizzero su goldswitzerland.com.

Nei prossimi cinque anni, avverte sempre von Greyerz, gli americani scopriranno che i loro averi e beni misurati in dollari non avranno più un grande valore. Per questo il consiglio del gestore è quello di “comprare argento fisico e lingotti di oro prima che il dollaro americano raggiunga il valore intrinseco di zero”.

Mentre gran parte dei paesi occidentali, come Svizzera, Regno Unito o Norvegia (tramite il fondo sovrano maggiore al mondo da 900 miliardi di dollari), stanno vendendo oro, i paesi emergenti dell’Est lo stanno comprando. Dal 2000 Cina, India, Russia e Turchia hanno acquistato 28 mila tonnellate di oro. Le banche centrali di Svizzera, Regno Unito e Norvegia, invece, hanno venduto oro quando valeva in ottica storica molto poco, tra il 1999 e il 2004.

L’oro venduto dalla Svizzera, per esempio, oggi varrebbe 34 miliardi di franchi in più. Da parte sua la Norvegia, il cui fondo sovrano è solito prendere rischi nelle strategie di investimento che prediligono l’azionario, ha ceduto tutte e 33 le tonnellate di oro in suo possesso nel 2004 alla cifra di 450 milioni di dollari: un quarto di quanto valgono oggi.

Quanto al Regno Unito, nel 1999 dopo 20 anni di cali dei prezzi dell’oro il Cancelliere dello Scacchiere, l’equivalente del nostro ministro delle Finanze, George Brown ha venduto il 58% delle 395 tonnellate di riserve auree britanniche al prezzo di 160, 185 sterline l’oncia. Oggi l’oro vale più di 1.000 sterline per oncia, pari a un valore circa sette volte più alto rispetto a quello di quando Londra ha deciso di fare cassa vendendo il suo asset più prezioso.

È peraltro da quando il 15 agosto del 1971 l’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon mise fine agli accordi di Bretton Woods e al regime dei cambi fissi, annunciando la non convertibilità del dollaro in oro, che sono iniziate le turbolenze finanziarie. Il dollaro era agganciato all’oro al prezzo fisso prestabilito di 35 dollari l’oncia. Al momento l’oro vale quasi $1.250 per oncia.