Germania, ministro Interni: “Schengen va sospeso”

19 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

BERLINO (WSI) – Pugno duro della Germania contro l’immigrazione. Il nuovo Ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ha chiesto la sospensione del Trattato di Schengen a tempo indeterminato.

Horst Seehofer 69 anni, è il leader dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (Csu), il partito conservatore che fa parte della grosse Koalition che ora guida il paese.  Per dieci anni è stato governatore della Baviera, dal 2008 fino allo scorso 13 marzo, quando ha lasciato la carica per entrare nel Consiglio dei ministri, guidato dalla cancelliera Angela Merkel, diventando titolare della delega agli Interni.

Nei giorni scorsi il neo ministro aveva già  fatto parlare di sé dichiarando che “l’Islam non appartiene alla Germania, paese forgiato dal Cristianesimo”. Parole per le quali è subito stato corretto dalla cancelliera Angela Merkel che dall’apertura all’Islam e ai suoi fedeli in Germania ha fatto un cavallo di battaglia. Seehofer ha anche parlato della necessità di modifiche alla legislazione esistente e di accordi con i paesi di origine dei migranti per favorire i rimpatri. Ma è la sua ultima dichiarazione su Schengen che potrebbe creare non pochi malumori all’interno della coalizione di governo.

“I controlli alle frontiere interne [tra gli Stati membri dell’UE] devono essere effettuati fintantoché l’UE non riuscirà a controllare efficacemente le frontiere esterne. Non vedo la possibilità di farlo nel prossimo futuro. I posti di controllo sui confini non sono attivi in permanenza: anche di questo dovremo discutere. Non si tratta solo di reprimere l’immigrazione illegale: le frontiere hanno un importante ruolo di protezione”.

Le osservazioni di Seehofer fanno seguito alle richieste formulate a febbraio dall’UE alla Germania e ad altri quattro Stati membri di Schengen – Austria, Danimarca, Svezia e Norvegia – di abolire i controlli alle frontiere una volta scaduti i termini attualmente concordati in maggio. La Germania è stato il primo paese dell’UE a reintrodurre i controlli interni nel settembre 2015, quando il paese è stato inondato da oltre 1 milione di immigrati mediorientali, per lo più rifugiati siriani.

Le parole del neo ministro sono piaciute però a Andre Poggenburg, a capo dell’AfD – il partito tedesco populista e anti-immigrati che si è piazzato al terzo posto nelle ultime elezioni – nello stato orientale della Sassonia:

Horst Seehofer ha preso questo messaggio dal nostro manifesto parola per parola”.