Economia

Germania: inflazione al palo. QE non basta. Alert anche in UK

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ROMA (WSI) – Invariato a settembre il tasso di inflazione in Germania, dopo la crescita dello 0,2 per cento tendenziale ad agosto. A rivelarlo il Destatis, l’istituto nazionale di statistica tedesco, da cui emerge che l’indice dei prezzi al consumo del paese è rimasto invariato, scendendo su base mensile -0,2% a settembre rispetto ad agosto. Il basso livello dell’inflazione è stato causato principalmente dalla flessione -9,3% dei prezzi energetici. Esclusi i prezzi energetici, l’inflazione core si è attestata all’1,1%.

Il calo dell’inflazione riporta i timori, mai del tutto smorzati, di un ciclo di disinflazione nell’Eurozona, mettendo sotto pressione la Bce, il cui quantitative easing, per quanto osannato, non ha fatto ancora rientrare del tutto lo spettro della deflazione.

L’effetto positivo del QE lanciato da Mario Draghi è durato solo qualche mese, causa l’acuirsi dei timori per il rallentamento dell’economia cinese e il forte calo dei prezzi del petrolio, che hanno fatto scendere nuovamente le attese sull’inflazione.

Arriva un’altra notizia negativa per la Germania. Stando a quanto riporta Reuters, il ministro dell’economia Sigmar Gabriel potrebbe annunciare domani le nuove stime sulla crescita del pil. L’outlook dovrebbe essere tagliato da +1,8% a +1,7% per il 2015.

Reso noto anche il dato sull’inflazione del Regno Unito, misurato dall’indice dei prezzi al consumo, sceso -0,1% a settembre, peggio dello zero atteso dal consensus. E’ il primo dato al di sotto dello zero dallo scorso aprile. Immediata la reazione della sterlina, che cede quasi 1 centesimo nei confronti del dollaro.

(AcA-Lna)