Germania fa dietrofront, “la Grecia rimanga nell’euro”

5 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dietrofront della Germania, o meglio..tentativo di ritrattare quanto riferito la scorsa settimana sulla possibilità che l’Europa possa sopravvivere senza la Grecia.

La cancelliera Merkel non avrà gradito le dichiarazioni di Michael Fuchs, membro senior del partito cristiano-democratico della cancelliera, che in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Rheinische Post, ha affermato che l’Eurozona non è più obbligata a salvare la Grecia, visto che il paese non ha più una importanza sistemica per l’Eurozona. E si sarà ulteriormente confusa le idee dopo la pubblicazione su Der Spiegel dell’articolo secondo cui il governo considererebbe l’opzione Grexit gestibile.

Arriva così la dichiarazione ufficiale, con il il portavoce governativo, Georg Streiter che afferma che il governo tedesco “si aspetta che la Grecia rispetti i piani di risparmio concordati con i creditori internazionali anche in caso di vittoria della sinistra radicale alle elezioni”. E che dunque “non c’è nessun cambio di rotta” circa una possibile uscita di Atene dall’euro.

E ancora il Vice Cancelliere tedesci Sigmar Gabriel afferma che “l’obiettivo del governo tedesco, dell’Unione europea e anche del governo di Atene è di mantenere la Grecia nell’Eurozona”. “Non ci sono stati, e non ci sono, altri piani contrari (a questo obiettivo)

Secondo Der Spiegel, invece, sia Merkel che il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble vedrebbero l’uscita di scena della Grecia dall’euro non solo realistica, ma anche non drammatica.

Intanto, al via della campagna elettorale in Grecia, in vista delle elezioni anticipate che si svolgeranno il prossimo 25 gennaio, il leader di Syriza ha sottolineato che la Germania ha visto la maggior parte del valore nominale del suo debito svalutata nel 1953, e che dunque la stessa cosa dovrebbe essere fatta per la Germania nel 2015. E ancora: Syriza vuole che venga messo in atto il QE attraverso acquisti diretti di titoli governativi da parte della Bce. (Lna)