Germania evita la recessione. Ma il quadro resta a tinte fosche

14 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

A sorpresa, la Germania evita la recessione. Nel terzo trimestre il Pil ha segnato un aumento dello 0,1%, sopra il -0,1% atteso, che avrebbe portato Berlino in recessione tecnica dopo aver chiuso il secondo trimestre con una contrazione dell’economia dello 0,2% (rivista al ribasso rispetto al -0,1% stimato in precedenza).

La stessa Bundesbank in estate aveva ipotizzato, dopo il calo del Pil tedesco nel secondo trimestre, che il dato negativo potesse ripetersi anche nel terzo quarto dell’anno, facendo appunto entrare il Paese in recessione tecnica.

Spinta in avanti dai consumi e dall’export

Nel dettaglio il Pil tedesco (destagionalizzato) è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un impulso importante, rispetto al trimestre precedente, è venuto dal consumo privato e dal rialzo dell’export, mentre l’import è rimasto ai livelli dei mesi precedenti, si legge nel documento dell’Ufficio federale di Statistica.

Gli investimenti in immobili sono stati superiori a quelli del trimestre precedente mentre quelli in attrezzature sono diminuiti rispetto al trimestre precedente.

…ma il quadro resta a tinte fosche

L’espansione a sorpresa del terzo trimestre non modifica il quadro generale: ovvero l’economia sta attraversando un periodo di grande debolezza che l’ha trasformata da motore di crescita tradizionale dell’area dell’euro in una fonte di debolezza.
L’accumulo di tensioni commerciali, la domanda mondiale più debole e le turbolenze nel settore automobilistico hanno portato al peggior crollo della produzione in un decennio, ponendo punti interrogativi sul ruolo del paese come potenza economica.

“Non abbiamo una recessione tecnica, ma i numeri sulla crescita sono ancora troppo deboli», ha detto oggi il ministro dell’Economia, Peter Altmaier, commentando i dati.

Per alcuni analisti la Germania potrebbe essere vicina a superare la fase peggiore della crisi. La fiducia delle imprese sembra essersi stabilizzata e la fiducia degli investitori sui prossimi mesi sta migliorando. Anche se gran parte degli indicatori restano ai minimi da anni e l’economia registrare una crescita sotto l’1% sia nel 2019 sia nel 2020.