Germania: capo 007 vicino all’estrema destra, coalizione in bilico

20 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Una coalizione in equilibrio precario è quella tedesca che tenta di mettere una pezza allennesimo scandalo che l’ha travolta e che minaccia di erodere ulteriormente l’autorità dell’élite di governo tedesca e potrebbe indicare anni di deriva politica proprio mentre la Germania e l’Europa invocano a gran voce una leadership ferma.

Il tutto ruota a Hans-Georg Maassen, capo dei servizi segreti della Germania, accusato di aver voluto “chiudere gli occhi” di fronte alle violenze perpetrate da gruppi di estrema destra xenofoba verificatesi lo scorso 26 agosto a Chemnitz, in Sassonia. In un video alcuni militanti partecipano a una “caccia all’uomo” nei confronti di uno straniero, durante una manifestazione organizzata a seguito dell’omicidio di un falegname tedesco da parte di un rifugiato iracheno. Inizialmente Maassen aveva definito false quelle immagini per poi smentirsi in una relazione presentata al ministero degli Interni in cui ha sostenuto di “esser stato frainteso”. Ma il fatto si è compiuto e scrive il quotidiano Welt il capo politico degli 007 tedeschi aveva messo in dubbio l’autenticità del video ancor prima che gli esperti lo esaminassero, manifestando apertamente la sua vicinanza con l’estrema destra Di Afd.

Da qui le frizioni sulla figura di Maassen all’interno della Grosse Koalition. Se da una parte Angela Merkel non ha esitato a parlare di “caccia all’uomo”, il suo ministro degli Interni, Horst Seehofer, ha cercato di sostenere il capo dei servizi. La soluzione? Spostare il controverso Maassen a una posizione meglio pagata al ministero degli Interni, promuovendolo a Segretario di Stato.

Una soluzione che ha solo infiammato le tensioni all’interno della coalizione di governo i cui leader sono uniti dalla paura più che dallo dallo scopo collettivo.

“È uno schiaffo in faccia a tutti coloro che quotidianamente pagano per le loro azioni. Persone che se commettono un errore vengono sanzionate e non promosse. Il prezzo di questo compromesso è troppo alto. Anche per la sopravvivenza della coalizione“.

Così Kevin Kühnert, Presidente dei giovani dell’SPD e il capogruppo del partito Die Linke, Dieter Bartsch, parla di “indicatore” della crisi permanente in cui vive la coalizione.

Qualche anno fa Angela Merkel non avrebbe mai lasciato accadere una cosa del genere. È una chiara prova della sua debolezza, ma anche di quella di SPD e CSU”.

Anche gli ultimi sondaggi mostrano come l’equilibrio precario della Grosse Koalition con l’estrema destra dell’AfD che diventa il partito principale della Germania Est raggiungendo il 25% dei consensi, ad un punto solo dalla CDU.