Germania, austerity in Europa ma non in casa propria

20 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

BERLINO (WSI) – La priorità dell’economia tedesca, in rialzo del 2% dall’apice dela crisi, cinque anni fa, dovrebbe essere quella di avere un bilancio equilibrato. Il governo dovrebbe badare ad affrontare i problemi economici interni, piuttosto che quelli esterni dell’area euro.

Lo ha detto all’emittente CNBC il leader del Partito Democratico Libero, partner della coalizione di governo guidata dalla Cancelliera Angela Merkel, sottolineando che l’imposizione di nuove tasse e l’aumento dei costi energetici potrebbero essere dannosi per consumatori e aziende tedesche.

Philipp Roesler, ministro dell’Economia e vice di Merkel, nonché suo ex protegé, ha dichiarato che Berlino deve affrontare la questione dello scarso numero di lavori di qualità, e che le questioni interne, piuttosto che quelle riguardanti la crisi del debito dell’Eurozona, saranno quelle che cattureranno maggiormente l’attenzione e desteranno le maggiori preoccupazioni della popolazione in vista del voto del 22 segttembre.

Stando ai calcoli effettuati dallo Spiegel, la prima potenza europea ha risparmiato in interessi 40,9 miliardi di euro. In ciascuno dei quattro anni le spese per interesse sono state inferiori a quanto previsto dai tecnici del Ministero delle Finanze. In media, riferisce il magazine, “il livello degli interessi è calato su tutte le nuove emissioni dello Stato di quasi un punto percentuale”.

Questo è stato possibile per il semplice fatto che i titoli tedeschi erano e continuano ad essere molto richiesti. Ai risparmi su interessi si sono uniti quelli sulle entrate fiscali, inaspettatamente alte grazie al contesto favorevole hanno mantenuto basso il fardello dei debiti: nel periodo 2010-2012 il Tesoro ha emesso circa 73 miliardi in meno di nuovi Bund, con un ulteriore calo delle spese per interesse.