Germania a corto di lavoratori, nel 2030 “buco” da 3 milioni

4 Settembre 2017, di Mariangela Tessa

Altro che automazione del lavoro. Nel 2030, la Germania potrebbe trovarsi a corto di operai specializzati, medici, ingegneri o ricercatori. Sarebbero circa  3 milioni, secondo i elaborati dall‘istituto di ricerca svizzero Prognos, i posti di lavoro che la più grande economia europea dovrà coprire in un paese che, come l’Italia, soffre di un drammatico problema demografico.

E la stima per il 2040 potrebbe aumentare a quota 3,3 milioni. Oltretutto, il rapporto tiene assolutamente conto dell’attuale flusso migratorio, prevede circa 200mila nuovi arrivi ogni anno.

Intanto, ieri il sogno di Martin Schulz di ribaltare l’esito del voto del 24 settembre in Germania si è definitivamente infranto. Ieri sera nel primo e ultimo confronto televisivo con Angel Merkel, lo sfidante socialdemocratico ha svolto al meglio la sua parte ma non è riuscito a scalfire neppure minimamente il solido e rassicurante sorriso della Cancelliera, che per tutta l’ora e mezza in diretta tv ha difeso fieramente il suo operato e guardato con fiducia all’avvenire.

Al potere da 12 anni, la leader cristianodemocratica è stata giudicata più convincente del suo rivale: 55% contro 35% secondo l’inchiesta ARD e 32% contro 29% secondo quella della ZDF. Molto difficile a questo punto poter credere a un sorpasso della Spd, che registra un ritardo di circa 15 punti percentuali sulla Cdu/Csu, quando mancano appena tre settimane al voto.