Georgia: in polizia spie gay per ricattare personaggi famosi

15 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – A leggere questa storia sembra di essere tornati al tempo della Stasi, l’agenzia segreta della Germania Est, e del KGB russo: a disposizione delle forze di polizia georgiane fino a pochi mesi fa c’era una rete di spie di orientamento omosessuale. Gli agenti di questa “forza speciale” hanno iniziato a instaurare rapporti intimi con personaggi famosi, al solo scopo di poterli ricattare, per assicurare la loro lealta’ nei confronti delle autorita’.

E’ questa la pesante accusa mossa dalla procura nei confronti del governo presieduto da Saakashvili. Secondo la ricostruzione dei pm, il progetto sarebbe stato ideato e creato dal dipartimento della Polizia del ministero della Difesa nazionale.

Grazia al versamento di una cauzione, tre ufficiali delle forze di sicurezza coinvolti nello scottante caso sono stati rilasciati dopo aver fatto la loro apparizione in tribunale, stando a quanto riportato dal canale russo in lingua inglese RT.

Al vertice della rete di spionaggio c’era l’ufficiale Legis Kardava, che ha istriuito personalmente alcuni alti funzionari dell’agenzia a raccogliere informazioni su persone famose e celebrita’ di orientamento omosessuale.

A quel punto un gruppo di agenti speciali veniva incaricato di sedurre le vittime inconsapevoli e portarle in appartamenti forniti di apposite telecamere e registratori audio nascosti. Nelle stanze venivano poi “registrati illegalmente spezzoni delle loro vite private”.

Il materiale e nastri cosi’ ottenuti servivano per ricattare le vittime e forzarli a collaborare con la giustizia e i servizi segreti speciali della Polizia. Tali pratiche illecite sono state condotte regolarmente dale forze speciali fino alle elezioni dello scorso ottobre.

Alle celebrita’ georgiane veniva chiesto di dimostrare la loro lealta’ nei confronti del regimo politico guidato dal presidente Mikhail Saakashvili. Alcuni dei video ‘scandalo’ sono stati mostrati in Tv, ma solo dopo aver nascosto le identita’ dei partecipanti.