Messina contro Mustier: “Fa ridere chi difende italianità in francese”

27 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

Non usa mezzi termini l’AD di Intesa SanPaolo Carlo Messina, al centro delle cronache finanziarie negli ultimi giorni per la scalata su Generali. “Mi fa ridere chi difende l’italianità in francese”, ha detto il tpo manager della banca che con un’alleanza con Allianz punta a conquistare la compagnia di assicurazioni, salvandola, secondo Messina, dalle grinfie straniere.

La frecciatina che lancia Messina è indirizzata in particolare all’AD di UniCredit, Jean Pierre Mustier che con il group Cfo di Generali, Philippe Donnet ha provato a bloccare sul nascere l’operazione di Intesa su Generali.

“Siamo una banca che non teme nessuno, un gruppo in grado di generare un senso d’appartenenza anche fuori dall’Italia. Ma quando parliamo del nostro Paese lo facciamo sempre in italiano e non in francese”.

Queste le parole forti di Carlo Messina, intervenuto ieri a Torino in occasione della celebrazione dei dieci anni di attività della banca.

“Banca Intesa ha raggiunto livelli di eccellenza, ma abbiamo ancora molto potenziale da cogliere e possiamo generare ancora valore per gli azionisti. Ci sono momenti in cui dovere di un amministratore delegato è analizzare le diverse opzioni di crescita (…)  Noi abbiamo reti fortissime che ci garantiscono la possibilità di crescere anche in questo settore (…) le operazioni di crescita hanno un significato se creano valore e garantiscono il mantenimento della solidità patrimoniale; altrimenti stiamo fermi (Intesa SanPaolo: ndr) grazie alla sua posizione di forza ha modo e tempo per fare le valutazioni più corrette”.

Generali, Messina: obiettivo è creare valore

Messina così sottolinea come la banca numero uno d’Italia per capitalizzazione non abbia nessuna intenzione di correre in merito al dossier Generali, tanto che nel Cda in programma oggi non se ne discuterà nemmeno. Detto questo sempre ieri, senza fare il nome di Generali, Messina ha parlato di operazioni di crescita “subordinate alla creazione di valore“.

Il gruppo Generali da parte sua, se vuole difendersi dalla scalata e sopperire alle sue esigenze di indipendenza, dovrà cercare di ovviare al suo tallone d’Achille: la sua struttura e assetto azionari, che lo rendono suscettibile di attacchi dall’esterno.

A Piazza Affari (segui live blog di mercato) i titoli interessati dall’operazione Generali e dalle polemiche tra Messina e Mustier si stanno comportando tutti male: Generali lascia sul campo quasi un punto percentuale, UniCredit cede il 3,47%, mentre Intesa Sanpaolo perde lo 0,67%.

Gli analisti continuano a nutrire dubbi sulla bontà dell’operazione Generali. Equita SIM, che ha un rating di Buy sui titoli Generali e di Hold su quelli di Intesa, ribadisce in una nota odierna “le nostre perplessità sull’eventuale aggregazione Intesa SanPaolo-Generali alla luce della complessità dell’operazione dal punto di vista industriale e regolamentare e del limitato potenziale sinergico lato costi rispetto a deal su altri business. A nostro giudizio se il deal fosse completato, l`aumento della complessità della combined entity e l`incremento all’esposizione verso l’Italia non consentirebbero a ISP di mantenere l`attuale premio sui multipli (50% ie P/TE 1x) rispetto ai competitor“.