Gas, prezzi in salita. Cingolani: “L’inverno sarà tranquillo”

11 Ottobre 2022, di Gianmarco Carriol

I prezzi all’ingrosso del gas britannico e olandese sono saliti oggi dopo una sessione volatile di lunedì, con un’ondata di freddo di breve durata che ha aumentato la domanda di riscaldamento, sullo sfondo di nuove preoccupazioni sull’offerta. L’Europa deve pagare per importare gas naturale liquefatto, pregare per un inverno mite e tagliare la domanda di energia poiché qualsiasi sabotaggio delle infrastrutture o tagli ancora più profondi all’approvvigionamento russo renderebbero quasi inevitabili il razionamento dell’elettricità o i blackout. Sull’emergenza gas interviene il ministro Roberto Cingolani:

“Abbiamo messo in sicurezza il Paese, dovremmo fare una stagione invernale tranquilla. Gli stoccaggi sono pieni. Avremo problemi sui prezzi, ma se il 20 si conclude bene sul tetto al prezzo del gas, avremo risolto la situazione. Purtroppo non toglieremo la sofferenza a famiglie e imprese”.

Il ministro della transizione ecologica aggiunge poi: “Il tetto al prezzo del gas l’avevamo proposto mesi fa. La Commissione europea è stata lenta, poi ha accelerato. Speriamo anche che la guerra finisca”.

Il tetto al prezzo del gas, ha precisato il ministro, si configurerà come “un intervallo entro il quale il TTF potrà variare senza picchi” e in Europa “credo che si possa giungere a una conclusione, un compromesso, che possa limitare i costi”.

Le prospettive per il gas

Anche se l’Europa riuscirà a stare al caldo e mantenere le luci accese questo inverno, il prossimo anno avrà una sfida molto più grande da affrontare per riempire lo stoccaggio esaurito rispetto a raggiungere l’obiettivo dell’Unione Europea di costruire scorte fino all’80% della capacità entro novembre di quest’anno.

L’obiettivo di stoccaggio è stato completato, attualmente siamo intorno al 90%, ma l’interruzione del gas attraverso la rete Nord Stream dalla Russia alla Germania, lascia un vuoto nonostante l’aumento delle forniture da altre parti.

La Russia ha progressivamente ridotto i flussi di gas attraverso il Nord Stream e anche attraverso altre rotte dopo le sanzioni occidentali in risposta alla guerra in Ucraina iniziata a febbraio. Il gas via Nord Stream si è fermato completamente a settembre.

Gli analisti stimano la carenza di gas a quasi il 15% della domanda media europea in inverno, il che significa che il continente deve ridurre i consumi per superare la stagione con maggiore picco della domanda.

“La situazione rimarrà molto fragile”, ha affermato Cuneyt Kazokoglu, direttore di Fge. “Il consumo di gas delle famiglie in Germania è balzato alla fine di settembre al livello più alto da marzo a causa di un’ondata di freddo e la domanda è stata di circa il 14% superiore alla media quadriennale 2018-2022. Ciò rappresenta una minaccia”, ha aggiunto.

La Germania, la più grande economia europea e uno dei maggiori importatori di gas russo del continente, è la più esposta all’interruzione dell’approvvigionamento ed è stata particolarmente attiva nello sviluppo di piani per proteggere le sue industrie e i suoi consumatori. Ogni speranza che la rete Nord Stream riprendesse le spedizioni in Germania è stata delusa il mese scorso da un sospetto sabotaggio.

Le nazioni europee hanno affermato che stanno lavorando per aumentare la sicurezza delle infrastrutture critiche dopo che le esplosioni hanno danneggiato il Nord Stream 1 e anche il Nord Stream 2, che non ha mai funzionato, ma era pronto ad entrare in servizio.

Le interruzioni della Russia potrebbero ancora peggiorare se Mosca accettasse di sanzionare la società energetica ucraina Naftogaz, chiudendo una delle ultime rotte del gas funzionanti verso l’Europa.