Futures sostenuti dai dati macro, completamente snobbata Moody’s

14 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Quando manca poco piu’ di mezz’ora all’avvio degli scambi, i contratti sui principali indici della borsa Usa scambiano in rialzo, forti di una buona accelerazione in seguito alla pubblicazione di una serie di dati macro da considerare nel complesso positivi.

L’andamento dei futures americani non sembra poi risentire della nota negativa dell’agenzia di rating Moody’s, che ha deciso di mettere sotto osservazione per un possibile declassamento la tripla “A” assegnata al debito sovrano Usa (vedi andamento in fondo pagina.

A sostenere il mercato sono anche le notizie societarie, con la banca JP Morgan che ha archiviato il secondo trimestre con un profitto in rialzo a 5,4 miliardi di dollari, grazie al calo dei costi per i cattivi prestiti.

JP Morgan, che nel 2010 e’ stata la numero uno a Wall Street per i profitti, annuncia utili di 1,27 dollari ad azione nel secondo trimestre contro gli 1,09 dollari, pari a 4,8 miliardi di dollari, dello stesso periodo di un anno fa. Le stime erano per un EPS di 1,21 dollari. Il risultato e’ legato alla cancellazione della tassa sui bonus in Gran Bretagna, costati alla banca 14 cent ad azione nel 2010.

A mercati chiusi rendera’ noti i conti fiscali il colosso dei motori di ricerca Google. Gli economisti scommettono su un risultato netto, se depurato dagli oneri straordinari, pari a $7,84 per azione, accompagnato da un fatturato di $6,54 miliardi nel trimestre conclusosi in giugno.

L’attenzione di Wall Street e’ rivolta anche oggi al tema dei debiti sovrani europei, in particolare, quello italiano, confermato dal balzo dei rendimenti a cinque anni nell’asta odierna, che hanno toccato il record dal 2008. Immediata la reazione di Piazza Affari che ha virato immediatamente in territorio negativo perdendo più dell’1,60%. In rosso anche le altre piazze finanziarie europee.

David Jones, responsabile strategist di IG Index a Londra e intervistato da MarketWatch, commenta così l’apparente indifferenza degli investitori alla prospettiva di un default Usa o di un downgrade. “Probabilmente è perchè non vogliono pensare alle conseguenze di un mancato raggiungimento di un accordo nel Congresso”. Detto questo, secondo Jones le preoccupazioni sul debito Usa ed europeo renderà i mercati molto volatiliti e senza direzione nell’arco delle prossime settimane.

Grande attenzione anche sul fronte economico e sui dati che arriveranno dagli Usa: in calendario una serie di dati, come le vendite al dettaglio, l’indice dei prezzi alla produzione, le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, che saranno comunicati tutti alle 14.30 ora italiana.

Parlerà poi come ieri il presidente della Fed Bernanke alle 16. Ma non dovrebbero emergere novita’ rispetto all’intervento di ieri alla Camera, durante il quale il numero uno della banca centrale ha aperto la strada a un nuovo round di quantitative easing, ovvero le misure straordinarie di allentamento monetario che prevedono l’acquisto di Treasuries a lunga scadenza.

Sugli altri mercati, i futures sul petrolio sono in progresso dello 0,4% a quota $98,44 al barile. Le quotazioni dell’oro avanzano dello 0,42% a $1.592,8 l’oncia.

Sul fronte valutario l’euro continua a salire e si attesta in rialzo dello 0,18% contro il dollaro a quota $1,4193, incrementando i guadagni. Quanto ai Treasuries i prezzi sono in flessione, mentre i rendimenti sul decennale salgono di 2,2 punti base al 3,125%.

Alle 14.50 (le 8.50 ora di New York) il future sull’indice S&P500 sale di 3,1 punti a quota 1.315,7 punti.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in rialzo di 10,75 punti, a quota 2.355,2.

Il contratto sull’indice Dow Jones guadagna 16 punti attestandosi in area 12.441.