FT su Renzi: riforma costituzionale è “ponte verso nulla”

5 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Dietrofront clamoroso è quello che il principale quotidiano economico della City di Londra, il Financial Times, fa nei confronti della riforma costituzionale e dell’Italicum di Matteo Renzi. Un articolo pubblicato a luglio, a firma dell’editorialista Tony Barber, aveva messo in guardia dai rischi di una sconfitta al referendum costituzionale non solo per il premier italiano ma per l’Italia intera.

“La sconfitta rischierebbe di gettare l’Italia in uno stato di prolungata instabilità politica ed economica e potrebbe mettere l’Italia, paese cruciale per la sopravvivenza dell’unione monetaria, nelle mani di un partito idiosincratico, del tutto inesperto a livello nazionale e che vuole far uscire il paese dall’eurozona (…) Numerose bucce di banana si trovano lungo il cammino dell’UE nei prossimi 12 mesi, da una potenziale vittoria dell’estrema destra in Austria alle elezioni in Olanda e Francia. Ma il referendum costituzionale italiano potrebbe essere la più scivolosa di tutte”.

Eppur qualcosa è cambiato e oggi lo stesso quotidiano punta il dito contro quella riforma costituzionale, indicandola come “un ponte verso il nulla”. E’ lo stesso Tony Barber che critica la riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum il prossimo 4 dicembre.

“Le riforme costituzionali faranno ben poco per migliorare la qualità del governo, della legislazione e della politica (…) Nonostante Renzi non abbia la maggioranza al Senato, il suo governo ha approvato la riforma del mercato del lavoro e le agevolazioni fiscali che sono al centro del suo programma. Renzi mira a ridurre l’incentivo dei fedelissimi di Berlusconi a farlo cadere in caso di sconfitta al referendum. Ma vale la pena un simile progetto? (…) Quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi da approvare più rapidamente ma meno leggi e migliori”.

Secondo l’editorialista del FT, l’Italicum è “una cattiva riforma”, che consegna il potere “alla maggioranza per cinque anni” e il vero problema in Italia “è la frammentazione del sistema politico italiano”.

“Nelle capitali europee, il sentimento comune è di sostenere Renzi. Un’Italia senza timone, vulnerabile a una crisi bancaria e al movimento anti-establishment dei Cinque Stelle, causerebbe seri problemi. Eppure, una sconfitta di Renzi al referendum non per forza destabilizzerà l’Italia. Una vittoria, invece, potrebbe far emergere la follia di mettere gli obiettivi di sopravvivenza (politica) che ha Renzi davanti al vero bisogno strategico dell’Italia: quello di una sana democrazia”.

Fonte: FT