Franklin Templeton compra il roboadvisory AdvisorEngine

7 Maggio 2020, di Alberto Battaglia

Se non puoi batterli, puoi sempre comprarli. Franklin Resources ha seguito l’esempio di altri nomi importanti del risparmio gestito “tradizionale” acquistando una piattaforma di robo-advisory: AdvisorEngine. Il valore dell’operazione non è stato divulgato.

AdvisorEngine afferma che il suo management continuerà a gestire l’attività come un’unità indipendente all’interno di Franklin Templeton, società che conta circa 580 miliardi di dollari in asset in gestione. Per la società americana è un periodo di fervido shopping: meno di tre mesi fa, infatti, era stata annunciata la maxi acquisizione di Legg Mason, in un’operazione il cui valore sarà pari a 4,5 miliardi di dollari.

“AdvisorEngine consentirà ai consulenti finanziari negli Stati Uniti di accedere e di mettere in pratica il nostro approccio attraverso la costruzione del portafoglio e per la gestione delle pratiche”, ha dichiarato Harshendu Bindal, responsabile della strategia digitale e della gestione patrimoniale di Franklin Templeton, “questa acquisizione è una parte importante della nostra più ampia iniziativa globale per migliorare il supporto ai consulenti finanziari attraverso le capacità di assistenza digitale”, ha aggiunto Bindal

Ora siamo nella posizione migliore di sempre per aiutare i consulenti a trasformare il loro modo di condurre gli affari, a connettersi più profondamente con i clienti, ad aumentare le risorse e ridimensionare le loro operazioni”, ha commentato il fondatore e ceo di AdvisorEngine, Rich Cancro.

Non è la prima volta che nomi importanti dell’asset management tradizionale integrano al proprio interno l’advisory “robotizzato”: fra i grandi nomi che hanno optato per questa strada ci sono Blackrock, Schroders, Allianz Global Investors e BNP Paribas Asset Management.

I primo trimestre di Franklin Templeton

Per quanto riguarda i conti di Franklin Templeton il primo trimestre si è rivelato migliore delle aspettative degli analisti, con utili per azione a 0,66 dollari contro gli 0,67 messi a segno l’anno precedente.
Gli asset in gestione, tuttavia, hanno perso valore in seguito al crollo dei mercati: gli Aum hanno così ceduto 118 miliardi di dollari, ovvero il 17% del valore registrato nel trimestre precedente.