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Risiko prosegue sul risparmio gestito: Franklin Templeton acquisisce Legg Mason

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Dopo il colpo di scena di Intesa-Ubi, il risiko nel mondo finanziario prosegue Oltreoceano: Franklin Templeton, infatti, ha annunciato un accordo per l’acquisizione della società rivale Legg Mason, un accordo che darà vita a un colosso da 1.500 miliardi di dollari di asset in gestione. Ad oggi Legg Mason gestisce 803,5 miliardi, Franklin 698 miliardi; il valore combinato arriverà a fare della Franklin Templeton uno dei maggiori asset manager al mondo. Entrambe le società, specializzate in fondi a gestione attiva (nei quali la scelta dei titoli da inserire in portafoglio viene decisa in prima persona) hanno subito la pressione della crescente concorrenza di prodotti a costi più competitivi. Ciò ha stimolato soggetti di questo tipo verso la ricerca di maggiore efficienza sotto il profilo dei costi.

“I nostri punti di forza complementari miglioreranno il nostro posizionamento strategico e il potenziale di crescita a lungo termine, pur mantenendo il nostro obiettivo di creare un’organizzazione più equilibrata e diversificata che sia posizionata in modo competitivo”, ha detto il presidente esecutivo di Franklin Templeton Greg Johnson.

I dettagli dell’offerta

Il deal prevede l’acquisto delle azioni Legg Mason, da parte di Franklin Templeton, a 50 dollari per ciascuna quota: il valore di quest’operazione completamente cash è di 4,5 miliardi di dollari. Con questa acquisizione, Franklin Templeton lascerà intatta l’autonomia delle affiliate di Legg Mason, “garantendo che le loro filosofie, i processi e i marchi di investimento rimangano invariati”. Le azioni Legg Mason hanno reagito con un rialzo del 23,62%, mentre il titolo Franklin Templeton sta guadagnando il 6,28%, ridimensionando in parte il balzo segnato in apertura, superiore al 12%.

“Questa è un’acquisizione importante per la nostra organizzazione che sblocca sostanziali opportunità di valore e crescita guidate da una maggiore economia di scala, diversità ed equilibrio tra strategie di investimento, canali di distribuzione e aree geografiche”, ha aggiunto Johnson.