Francia, nasce governo Valls 2: pro-austerity, pro-Troika e di destra

27 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Nasce il governo Valls II. Il premier, dopo un lungo incontro con il presidente francese François Hollande, ha annunciato la composizione del nuovo esecutivo. Il nome più atteso era quello del ministro dell’Economia: si tratta di Emanuel Macron, ex consigliere per gli affari economici del presidente, che prende il posto di Arnaud Montebourg, entrato in rotta di collisione con Valls, per le sue dichiarazioni contro la Germania e le politiche di austerity del governo.

Contrariamente a quanto riportato oggi da alcuni media, resta la separazione tra ministero dell’Economia e ministero delle Finanze, dove viene riconfermato Michel Sapin. E riconfermati sono anche il ministro degli Esteri Laurent Fabius, il ministro dell’Interno Bernard Cazenueve, il collega alla Difesa Jean-Yves Le Drian, quella della Giustizia Christiane Taubira e Ségolène Royal all’Ambiente. Cambia invece il ministro della Cultura: via, come preannunciato, Aurelie Filippetti, entra Fleur Pellerin, ex sottosegretario al Commercio. All’Istruzione, al posto di Benoit Hamon, va Najat Vallaud-Belkacem, già ministro per le Pari opportunità.

Un governo all’insegna delle pari opportunità dunque, composto da otto donne e altrettanti uomini. Tra i “nuovi”, spicca Najat Vallaud-Belkacem, prima donna a ricoprire l’incarico di ministro dell’Educazione nazionale. La Vallaud-Belkacem ha 36 anni ed è stata ministro delle donne, dei giovani e dello sport nel primo governo Valls.

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Arriva la ‘squadra’ del nuovo governo in Francia.

Emmanuel Macron è il nuovo ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale della Francia. Macron era dal 2012 segretario generale aggiunto dell’Eliseo, responsabile degli affari economici. E’ uno dei sostenitori più fedeli del presidente Francois Hollande. Trentasette anni, diplomato dell’Ena, la prestigiosa Scuola della pubblica amministrazione francese, Macron ha incontrato Francois Hollande la prima volta nel 2006, attraverso un altro fedelissimo dell’Eliseo, l’oggi segretario generale Jean-Pierre Jouyet. Nel 2007 è stato relatore della Commissione Attali ‘per la liberazione della crescita francese’, nell’ambito della quale ha scambi con diversi economisti europei, tra cui anche l’ex presidente del Consiglio Mario Monti. Allontanatosi dalla politica tra il 2008 e il 2011, periodo in cui ha lavorato come banchiere d’affari da Rotschild, è tornato membro attivo del partito socialista nel 2011, sostenendo Francois Hollande fin dalle primarie. Con la sua vittoria nel 2012 è stato nominato segretario generale aggiunto dell’Eliseo, incaricato dei dossier economici, posto che ha lasciato un mese fa.

Najat Vallaud-Belkacem è la ministra dell’Educazione nazionale nel nuovo governo francese, il Valls 2. E’ la prima donna ministro dell’Educazione nazionale nella storia, ha 36 anni ed è stata ministro delle donne, dei giovani e dello sport nel primo governo Valls.

Fleur Pellerin è la nuova ministra della Cultura. Nel primo governo Valls, la Pellerin, 41 anni, nata a Seul con il nome di Kim Jong-Suk e adottata in Francia da bambina, era sottosegretario al Commercio estero.

Nel nuovo governo francese sono confermati i ministri delle Finanze e dei Conti pubblici, Michel Sapin, e del Lavoro Francois Rebsamen. Resta al suo posto anche il titolare dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, che mantiene il ruolo di portavoce del governo.

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di Stefano Montefiori

«Il mio vero avversario non si candida e non viene eletto, eppure governa: questo avversario è il mondo della finanza», diceva l’aspirante presidente François Hollande il 22 gennaio 2012 nel famoso discorso del Bourget, tutto ancorato a sinistra. Quei tempi sono molto lontani. Così lontani che stamane, nel primo Consiglio dei ministri del nuovo governo francese, la poltrona riservata all’Economia sarà occupata dal brillante Emmanuel Macron, 36 anni, ex consigliere dell’Eliseo ma soprattutto ex banchiere d’affari per Rothschild: non candidato, non eletto, eppure governa, avrebbe detto l’Hollande del 2012.

Macron è la sorpresa del governo Valls II varato ieri sera: si pensava alla creazione di un super-ministero economico affidato al fedelissimo Michel Sapin, invece Hollande e il primo ministro Manuel Valls hanno preferito mantenere, come in Germania, la spartizione tra Finanze (confermato Sapin) ed Economia, chiamando sul davanti della scena quel giovane schivo ma molto influente: Macron è considerato l’artefice, da consigliere del presidente, della svolta social-liberale impressa all’inizio di quest’anno, con l’adozione del «patto di responsabilità» che offre sgravi fiscali alle aziende in cambio di assunzioni.

«L’emisfero destro» di Hollande: così viene chiamato Macron, che appena il 15 luglio scorso aveva lasciato l’Eliseo per inseguire nuovi progetti professionali. Nel grande party di addio Hollande aveva tenuto a salutare un collaboratore eccezionale, di enorme capacità lavorativa e di molti sms inviati all’alba.

«Nei viaggi all’estero mi sono spesso presentato come l’uomo che lavora con Emmanuel Macron», aveva scherzato il presidente durante la festa, alludendo all’ottima reputazione e alle relazioni internazionali di Macron. Conoscenze che torneranno molto utili già nel fine settimana, al vertice dell’Unione europea a Bruxelles, quando la Francia dovrà rassicurare i partner — in particolare la Germania — sulla sua volontà di risanare i conti pubblici.

La crisi di governo è nata per l’insubordinazione di Arnaud Montebourg e dei suoi amici Benoît Hamon e Aurélie Filippetti, che criticavano la politica troppo poco di sinistra di Hollande e Valls. La risposta non poteva essere più simbolica: Montebourg viene sostituito dall’uomo più distante da lui.

Tanto il ministro paladino del «made in France» era euroscettico, protezionista e anti-globalizzazione, tanto il suo sostituto Macron è pro-europeo, favorevole all’apertura dei mercati e alla «politica dell’offerta» predicata da Hollande e Sapin: rilanciare la crescita aiutando le aziende, più che sostenendo la domanda e il potere d’acquisto delle famiglie come avrebbe preferito Montebourg.

Per la gauche tradizionale è uno schiaffo. Per i 147 giorni del precedente governo la sinistra del Ps ha chiesto un cambio di direzione, e questo è quel che ha ottenuto: un banchiere d’affari all’Economia.

Al posto di Hamon, altra spina nel fianco, viene promossa Najat Vallaud-Belkacem, 36enne nata in Marocco, già portavoce del governo e ministra per la Parità, che diventa la prima donna alla testa dell’importante dicastero dell’Educazione nazionale. Anche Aurélie Filippetti viene salutata, e sostituita con Fleur Pellerin (41enne nata a Seul) nuova ministra della Cultura.

Fabius (Esteri) e Royal (Ecologia ed Energia) restano numeri due e tre del governo. La squadra è compatta e coerente, le contraddizioni irrisolte degli esecutivi precedenti sembrano finalmente superate. Resta da ottenere la fiducia in Parlamento, che Valls chiederà «a settembre o ottobre». Ma tanti deputati socialisti sono furiosi, non sarà facile ottenerla.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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