Francia, improbabile paradiso fiscale per imprese hi-tech

di Redazione Wall Street Italia
17 Novembre 2014 09:32

PARIGI (WSI) – L’Irlanda, tra i paesi europei con la corporate tax più bassa, si prepara a imporre una stretta sul fisco. E allora grandi società some Microsoft e la cinese Huawei Technologies si rivolgono a un paese insolitamente vantaggioso per istallare le divisioni di ricerche e sviluppo: la Francia.

Vantaggi fiscali nel settore R&D, per 5,6 miliardi di euro solo nel 2014, uniti a scientisti rinomati di prima classe, rendono la seconda economia d’Europa una mecca per le imprese hi-tech.

Da inizio novembre il parlamento sta cercando di trovare soluzioni per ridurre il budget fiscale e alcuni deputati hanno chiesto di irrigidire le norme e alzare le imposte sui crediti R&D, sostenendo che alcune aziende ne stanno approfittando.

Il President Francois Hollande ha promesso che tale aspetto non verrà toccato.

“I crediti d’imposta per la ricerca e lo sviluppo sono fondamentali, perché rendono la Francia economicamente più attraente”, ha sottolineato a Bloomberg Olivier Piou, numero uno di Gemalto, un gruppo olandese di prodotti che garantiscono la sicurezza delle carte di credito, dei passaporti e di altri documenti.

Tra il 12,5% della corporate tax vigente in Irlanda e il 33,3% del credito d’imposta francese per la ricerca c’è una bella differenza. Tuttavia, per le attività di R&D, le multinazionali e le startup di tutto il mondo stanno ampliando il loro personale impiegato in Francia, trasformando il paese in una sorta di hub tecnologico europeo.

L’obiettivo del governo Hollande è replicare il successo dell’industria finanziaria britannica e la solidità ed efficacia del settore manifatturiero tedesco.

(DaC)