Fonsai: Jonella Ligresti lascia i poteri

21 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il presidente di FonSai, Jonella Ligresti, rinuncia a tutti i poteri esecutivi. Lo si legge in una nota del gruppo al termine ”ancorche’ tali poteri – si legge nella nota – siano stati esercitati soltanto in limitate circostanze di necessita’ ed urgenza”.

La decisione, si specifica, e’ stata ”assunta in piena autonomia e senza alcun condizionamento esterno” e ”intende ribadire una volta in piu’ la totale autonomia dell’Amministratore Delegato Dott. Emanuele Erbetta e del management da lui guidato nella determinazione delle scelte gestionali della Compagnia e del Gruppo, nell’ambito delle strategie elaborate dal Consiglio di Amministrazione”.

A questo punto Erbetta resta l’unico titolare di poteri esecutivi, mentre Jonella Ligresti rimane presidente con la qualifica di amministratore non indipendente e non esecutivo. Sempre nella riunione del Cda (Sao Paolo: YPFL3.SA – notizie) , Gioacchino Paolo Ligresti ha manifestato l’intenzione di comunicare al Consiglio di Amministrazione della controllata Immobiliare Lombarda, in occasione della prossima riunione, la rinuncia all’esercizio in via disgiunta dei poteri esecutivi attribuitigli dal Consiglio della stessa Immobiliare Lombarda, ”al fine di garantire, anche con riferimento all’attivita’ di quest’ultima, una maggior autonomia nell’assunzione delle decisioni gestionali da parte del management del Gruppo responsabile dell’attivita’ della controllata”.

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Milano – Salvatore Ligresti non si e’ presentato all’interrogatorio fissato oggi davanti al pm Luigi Orsi che lo ha iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di ostacolo agli organi di vigilanza. Nell’ufficio del magistrato si e’ visto solo Marco De Luca, legale di Ligresti, per consegnare una nota in cui riferisce che il suo assistito intende avvalersi della facolta’ di non rispondere.

L’imprenditore siciliano e’ indagato per essere stato reticente di fronte alle richieste di chiarimenti della Consob sull’operazione finanziaria che avrebbe dovuto portare i francesi di Groupama ad entrare nel capitale della Premafin con una quota complessiva di circa il 5%.