Fondo pensione intestato ai figli: i vantaggi fiscali

13 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Le spese per l’università, l’avvio di un’attività in proprio o l’acquisto di una casa: quando si hanno figli il primo pensiero è come aiutarli in futuro quando cresceranno e magari con le loro sole forze non saranno in grado di compiere quei passi fondamentali che tutti devono compiere, prima o poi.

Fondo pensione per i figli: senza limiti di età e di importo

Una valida soluzione può essere quello di aderire ad una forma  di previdenza integrativa, un fondo pensione intestato ai propri figli e in cui fare versamenti a loro nome.
La normativa vigente prevede la possibilità di adesione alla previdenza complementare anche per minori e soggetti fiscalmente a carico (con un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili; dall’1 gennaio 2019, tale limite è elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore ai 24 anni).

Non bisogna quindi attendere la maggiore età dei figli o nipoti per aderire a un fondo pensione e inoltre è un gesto consono nell’ottica dell’educazione finanziaria. Al bambino che a due anni, per esempio, si ritrova con un fondo pensione, capirà una volta cresciuto quanto sia importante risparmiare e investire così nel suo futuro.

Se non esistono vincoli di età, pertanto si può iniziare a versare anche nel caso di minori o persino di neonati, l’importante è il soggetto in questione risulti fiscalmente in carico, non esistono neanche vincoli sulle somme da versare, tanto che è possibile sospendere, modificare e riprendere i versamenti quando si desidera.

Fondi pensione: gli sconti sulle tasse

Inoltre, da non dimenticare la possibilità di scaricare dalla tasse i versamenti al fondo pensione. La legge italiana, infatti, consente a chi versa i contributi a un fondo pensione o a un PIP  (Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo) intestato a un familiare a carico di dedurre gli importi annui dalla dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 5.164,57 euro l’anno. L’agevolazione prevede un risparmio in termini di minori imposte pagate pari all’aliquota fiscale più elevata applicata al reddito complessivo del contribuente.

La deducibilità fiscale comporta quindi una riduzione del reddito imponibile sul quale si applicano le aliquote Irpef e permette di pagare meno tasse. A seconda del reddito complessivo da dichiarare e dei versamenti annui, varia l’entità del beneficio fiscale.

Cosa significa? Quanto versato viene sottratto dal reddito diminuendolo e le aliquote Irpef si applicheranno sul reddito inferiore.  Per fare un esempio un genitore con reddito lordo di 26mila euro annui (aliquota Irpef al 27%), versando 100 euro al mese al fondo pensione del figlio, arriva a risparmiare 648 euro di Irpef all’anno, quasi la metà di quanto versato.