Fondo Atlante, analisti positivi su piano salva banche

13 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il Fondo privato Atlante, un piano che puzza di aiuti pubblici destinato a coadiuvare lo smaltimento dei crediti deteriorati dai bilanci delle banche italiane, punta a raccogliere fra gli altri le adesioni dei principali attori bancari italiani: circa tre miliardi (dei 4-5 complessivi) dovrebbero provenire da istituti come Unicredit e Intesa SanPaolo (1 miliardo ciascuno), Ubi (250 milioni), Bpm-Banco (200 milioni), Bper (150 milioni).

Lo riferiscono una pluralità di fonti sentite dall’agenzia Ansa. Come già annunciato, il Fondo Atlante avrà anche una partecipazione pubblica, attraverso la Cassa depositi e prestiti (circa 500 milioni) oltreché adesioni da parte di fondazioni bancarie (500 milioni) e assicurazioni. Il Fondo Atlante si muoverà per garantire un interesse del 6%. Obiettivo dell’operazione è ripulire i crediti cartolarizzati più rischiosi e meno appetibili per il mercato (“concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione”, stando al comunicato ufficiale), e, fatto vitale per le norme sulla concorrenza europee, evitare che ciò avvenga attraverso l’intervento diretto dello Stato.

Inoltre, il Fondo, come ha spiegato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan contribuirà “ad alcune ricapitalizzazioni bancarie, con funzioni di backstop e di rete di protezione di ultima istanza, e avviare un meccanismo di acquisto e gestione dei crediti in sofferenza che, proprio come fanno gli operatori di mercato che operano nel settore, utilizzi anche l’effetto-leva ampliando il raggio d’azione rispetto ai capitali versati”.

Popolari: chance di ridurre esposizione a zero

Sotto questo aspetto il primo appuntamento, assai vicino, sarà l’aumento di capitale della Popolare di Vicenza. Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore “Quaestio Sgr, in qualità del gestore del fondo Atlante, depositerà in Bankitalia la richiesta di autorizzazione ad acquistare una quota fino alla maggioranza della banca”. Il prezzo della ricapitalizzazione verrà deciso dal Cda della banca nella riunione di lunedì prossimo.

Con l’arrivo di dettagli più precisi sull’operazione del Fondo Atlante gli analisti hanno fornito valutazioni positive sull’impatto che avrà il fondo sul settore bancario, in particolare per le sue potenzialità di riduzione del rischio sistemico, gravato dall’ingente massa di crediti deteriorati.

Secondo i calcoli del broker Equita Sim, già con una leva di 5 volte il fondo potrebbe acquistare 43 miliardi di euro di crediti deteriorati, con grande beneficio per le banche più esposte come Banca Monte Paschi, Banca Carige, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, con la possibilità di ridurre a zero la loro esposizione ad un costo contenuto.

Non è così ottimista invece l’agenzia di rating Fitch, secondo cui per le maggiori banche italiane si profilano rischi considerevoli sotto il profilo finanziario, in quanto chiamate continuamente a sostenere gli sforzi del governo a supporto degli istituti più deboli e preservarne la stabilità finanziaria. È una delle ragioni per cui Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri hanno perso 4-5 punti percentuali in Borsa.