Fondi sovrani: fuga da Borse nel 2015, quest’anno andrà anche peggio

22 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Ammontano a 46,5 miliardi di dollari le perdite totali accusate nel 2015 dagli asset manager a causa della recenti vendite da parte dei fondi sovrani. E non e’ finita qui. Secondo quanto riporta il Financial Times, citando le cifre riportate da eVestment, perdite altrettanto consistenti sono attese per quest’anno a causa del crollo del petrolio, che potrebbe spingere molti governi soprattutto in Medio Oriente a vendere gli investimenti in borsa per fare cassa.

Tali smobilizzi  hanno finito per colpire le piu’ grandi società di investimento, compreso BlackRock, Aberdeen Asset Management, State Street and Franklin Templeton.

Secondo l’agenzia Moody’s, le fuoriuscite previste per quest’anno saranno del 25% superiori a causa del prezzo del petrolio, che ha subito un calo passando dai 130 dollari al barile di meta’ 2014 fino alla media annuale dei 34 dollari al barile.

Quegli stessi fondi, che a pieno regime e con le casse piene quando il petrolio era alle stelle pompavano sui mercati i loro 700-800 miliardi di dollari di surplus, possono investire “appena” 200-300 miliardi l’anno. Questo inevitabilmente finisce per aumentare la volatilità attuale dei mercati.

Il motivo? Per far fronte al prolungato debito di liquidità, i fondi hanno iniziato a dismettere il loro patrimonio finanziario, calcolato intorno ai 4.000 miliardi di dollari. Non si fa fatica a capire che l’erosione anche di una minima parte di questo tesoro rischia di creare un’onda stile tsunami sull’economia globale.

Lo specchio perfetto di quanto sta accadendo è l’Arabia Saudita, che ha già annunciato un deficit di 87 miliardi e conseguente massiccia opera di risanamento: più debito (prima emissione obbligazionaria in dollari dal 2007), privatizzazioni (in testa quella del colosso del settore idrocarburi Saudi Aramco) e dismissioni di asset, che nel 2015 si sono già ridotti di 73 miliardi di dollari.