Fondi comuni, per Esma investitori retail pagano il 40% in più degli istituzionali

7 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

L’autorità di vigilanza europea sul mercato finanziario, la European Securities and Markets Authority (Esma), ha pubblicato il suo secondo rapporto annuale sui costi e le performance di fondi comuni  e sicav per gli investitori retail. Nel 2018, come noto, le performance non sono state esaltanti; ma i costi sono rimasti stabili. In particolare, l’Esma ha voluto sottolineare che il conto da pagare per gli investitori al dettaglio rimane assai più elevato rispetto a quello riservato agli investitori istituzionali: un piccolo investitore paga mediamente il 40% dei costi in più rispetto alla controparte istituzionale.

I ritorni

Nel 2018 la performance media dei fondi è stata del +0,2%, contro una performance lorda dell’8,3% segnata nel 2017. L’Esma poi mette in guardia sull’anno in corso: “gli investitori in fondi devono prepararsi a significativi impatti” della crisi coronavirus “sui loro portafogli”.

I costi

Sul fronte dei costi il prelievo è rimasto “stabile ed solo diminuito marginalmente nel corso del tempo”. Per gli investimenti a un anno i costi sono stati dell’1,5% nel 2018 contro l’1,6% del 2017: “in caso di performance lorde basse, l’impatto dei costi sugli investitori retail è più elevato”.
In particolare, in Italia risultano particolarmente “cari” i fondi azionari: quelli tricolore, infatti, sono i più cari d’Europa (management fee intorno al 2%). I fondi azionari con i minori costi di gestione, invece, sono quelli domiciliati in Olanda: con una fee intorno all’1% il costo è dimezzato rispetto agli omologhi fondi aperti italiani.

Fondi attivi: confronto fra costi e rendimenti

Le performance dei fondi a gestione attiva nel 2018 hanno battuto quelle dei fondi passivi (che replicano un indice senza promettere una prestazione migliore). Tuttavia i maggiori costi dei fondi attivamente gestiti dai professionisti hanno completamente eroso il vantaggio in termini di performance, scrive l’Esma.
Pertanto, al netto dei costi (1,5% per i fondi azionari attivi contro lo 0,6% di quelli passivi), i fondi passivi hanno “vinto” il confronto nel 2018. Allargando l’orizzonte sul triennio la performance lorda dei fondi attivi è stata del 5,3% contro il 5% messo a segno dai fondi passivi.

Il commento

“In questo secondo rapporto annuale continuiamo a osservare l’alto impatto dei costi sui rendimenti finali cui sono sottoposti gli investitori al dettaglio sui loro investimenti in OICVM [fondi comuni e Sicav]. I costi pagati dagli investitori al dettaglio sono significativamente più alti di quelli pagati dagli investitori istituzionali, portando a rendimenti netti inferiori per questa categoria di investitori”, ha commentato Steven Maijoor, presidente del Capital Markets Union Action Plan.

“Il rapporto rileva inoltre che, nel periodo analizzato, a causa dei maggiori costi, i rendimenti netti sui fondi gestiti in modo attivo sono inferiori, in media, rispetto a quelli dei fondi a gestione passiva, ha aggiunto Maijoor.

Pertanto, ha concluso il presidente, “il rapporto di oggi evidenzia la continua necessità per gli investitori al dettaglio di ricevere chiare informazioni sull’impatto dei costi sui rendimenti che possono aspettarsi, consentendo loro di prendere decisioni di investimento informate. Ciò costituisce un elemento chiave per raggiungere l’obiettivo di protezione degli investitori dell’Esma”.