Fmi taglia le stime sul Pil 2022, Italia non sfugge alla sforbiciata

26 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

Si addensano le nubi sulla ripresa globale alla prova di sfide “multiple”, su tutte le incertezza dettata dalla variante Omicron e l’impennata dell’inflazione. A queste si aggiungono, le interruzioni della catena di approvvigionamento, la volatilità dei prezzi dell’energia e le pressioni salariali localizzate.

Tutti fattori che rendono più grigio l’andamento della crescita economica, soprattutto in questa prima parte dell’anno. Sulla base di queste considerazioni, il Fondo Monetario Internazionale , nell’aggiornamento del World Economic Outlook pubblicato ieri, ha deciso di tagliare le stime di crescita dell’economia mondiale per il 2022.

Dopo il +5,9% del 2021, il Pil è atteso crescere quest’anno del 4,4%, ovvero 0,5 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di ottobre. “L’economia globale entra nel 2022 in una posizione più debole delle attese”, afferma il Fondo sottolineando che la revisione al ribasso per quest’anno è legata al taglio delle stime per le due maggiori economie al mondo, gli Stati Uniti e la Cina.

In particolare, le previsioni per la Cina indicano un Pil in rialzo del 4,8% nel 2022 e del 5,2% nel 2023, previsioni in ribasso rispettivamente di 0,8 e 0,1 punti percentuali rispetto a tre mesi fa. La stima per il 2021 è stata rivista dall’8% all’8,1%.  Per quanto riguarda invece gli Stati Uniti, il Pil 2022 è stimato al 4% dal 5,2% di tre mesi fa, dopo il +5,6% stimato per il 2021 (in ribasso dal precedente +6%).

Pil Italia: Fmi taglia le stime 2022, alza quelle del 2023

Non sfugge alla sforbiciata, l’economia italiana. L’istituto di Washington ha rivisto al ribasso di 0,4 punti percentuali anche la previsione sulla crescita del PIL italiano quest’anno al 3,8% dal 4,2% di tre mesi fa contro il +6,2% del 2021 (dal 5,8% precedente).
Per il prossimo anno la crescita è stata invece rivista al rialzo di 0,6 punti percentuali al 2,2%.  Il pessimismo dell’FMI sul 2022, si aggiunge a quello già evidenziato dalla Banca d’Italia sulle previsioni di crescita italiana.

Si tratta di stime che non tengono conto della difficile situazione politica italiana alle prese con l’elezioni del nuovo presidente della Repubblica e dei possibili scenari post che emergeranno dal voto per il Quirinale.

Il confronto europeo

Se l’Italia segna il passo nel 2002, non fanno meglio le altre altre grandi economie europee. In rallentamento anche la Germania che crescerà quest’anno del 3,8% (-0,8%) ma il prossimo del 2,5% (+0,9%). La Francia segnerà un +3,5% nel 2022 (-0,4%) e un +1,8% nel 2023 (invariata). Per la Spagna è prevista una crescita del 5,8% quest’anno (-0,6%) e del 3,8% il prossimo (+1,2%). Il Pil britannico è atteso a +4,7% quest’anno (-0,3%) e a +2,2% nel 2023 (+0,3%).

Nota positiva. Gli effetti della variante Omicron del coronavirus “peserà sul primo trimestre del 2022, ma i suoi effetti inizieranno a svanire a partire dal secondo trimestre” ha scritto Gita Gopinath, vicedirettrice del Fondo monetario internazionale, nel post sul blog dell’Fmi che accompagna la pubblicazione dell’aggiornamento del World Economic Outlook. “La nuova variante sembra condurre a una malattia meno grave rispetto alla variante Delta e l’aumento record delle infezioni dovrebbe calare piuttosto velocemente”.